commissione finanze
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E’ stato assegnato alle Commissioni Finanze e Tesoro e Igiene e Sanità riunite il disegno di legge presentato dalla Lega – primo firmatario Simone Pillon – “Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico”.

Previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell’Unione europea)delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell’Unione europea).

Art. 1.
(Finalità)

1. Finalità della presente legge è ridurre l’attuale frammentazione dei punti di offerta di gioco esistenti sul territorio che rende impossibile il controllo da parte degli organi a ciò deputati e impedisce, al tempo stesso, di assicurare l’idonea professionalità degli operatori a tutela delle fasce più deboli di giocatori, ovvero dei minorenni a cui il gioco è vietato. Costituiscono altresì finalità della presente legge stimolare l’adeguamento professionale degli operatori del gioco legale, contrastare il gioco illegale o irregolare, nonché limitare gli eccessi di gioco che possono favorire l’insorgenza di gioco d’azzardo patologico.

Art. 2.
(Nuovi criteri per l’installazione degli apparecchi da gioco)

1. A decorrere dal 1°giugno 2019: a) è vietata: 1) nei punti vendita aventi attività principale diversa dalla commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, con superficie destinata all’attività principale non superiore a 20 metri quadrati, l’installazione degli ap­ parecchi idonei per il gioco lecito, di cui al­l’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, di seguito denominato «TULPS»; 2) negli stabilimenti balneari e nei circoli privati di qualsiasi natura e scopo so­ciale, l’installazione degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS; 3) nei centri di trasmissione dati (CTD) per la raccolta di scommesse operanti sul territorio nazionale in base alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 16 febbraio 2012, nelle cause riunite C-72/10 e C-77/10, l’installazione degli ap­parecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del TULPS; 4) nelle sale pubbliche da gioco in cui è concesso l’accesso ai minori di anni 18, l’installazione degli apparecchi di cui al­ l’articolo 110, comma 6, del TULPS; 5) nei bar, nei ristoranti e negli eser­cizi a essi assimilati con superficie non in­feriore ai 20 metri quadrati e non superiore ai 50 metri quadrati, l’installazione di oltre due apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del TULPS; il numero degli apparecchi può aumentare di una unità per ogni 50 metri quadrati ulteriori di super­ficie, fino a un massimo di 6 apparecchi; 6) negli alberghi e negli esercizi ad essi assimilati, l’installazione di un numero di apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del TULPS non superiore a 1 ogni 20 camere; il numero degli apparecchi non può essere superiore a 4 per un numero di camere pari 100 e può aumentare di una unità per ogni 100 camere ulteriori, fino ad un massimo di 6 apparecchi; b) in tutti gli esercizi commerciali di cui alla lettera a) del presente articolo, gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del TULPS, sono collocati in lo­cali strutturalmente e architettonicamente se­parati dalle aree destinate all’attività princi­pale dell’esercizio; tali locali separati sono dotati di un’apposita area dedicata ai fuma­tori, realizzata sulla base dei requisiti tecnici di cui al decreto del Presidente del consiglio dei ministri 23 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicem­bre 2003, in materia di tutela della salute dei non fumatori; la superficie complessiva destinata all’installazione degli apparecchi non può essere superiore a quella dedicata all’attività principale del locale; c) i preposti delle sale da gioco devono far parte di un albo dedicato, a cui si accede dopo aver seguito apposito corso abilitante, organizzato dalle regioni.

Art. 3.
(Disciplina degli orari di apertura e dell’ubicazione geografica delle sale da gioco)

1. L’orario di esercizio delle sale da gioco, salvo orari più restrittivi approvati dalle regioni, è fissato dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 22 per tutti i giorni della settimana, compresi i giorni fe­stivi. Gli orari di funzionamento degli appa­recchi idonei per il gioco lecito, di cui al­l’articolo 110, comma 6, del TULPS, collo­cati in altre tipologie di esercizi, autorizzati ai sensi degli articoli 86 e 88 del medesimo TULPS, è fissato dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 22 per tutti i giorni della settimana, compresi i giorni festivi. Gli stessi apparecchi, nelle ore di non funziona­mento, devono essere spenti tramite l’appo­sito interruttore elettrico di ogni singolo ap­parecchio. 2. Qualsiasi locale in cui viene svolta l’at­tività di sala pubblica da gioco deve essere distante almeno 1.000 metri da: a) istituti scolatici e universitari; b) impianti sportivi e centri parroc­chiali; c) giardini e parchi pubblici; d) ospedali; e) centri per gli anziani. 3. In tutti gli esercizi in cui sono installati apparecchi, il titolare della relativa autorizzazione di esercizio è tenuto all’esposizione: a) di apposite targhe, in luogo ben vi­sibile al pubblico, con formule di avverti­mento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro e di un ap­posito cartello con formule di avvertimento e riferimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro; b) del cartello indicante l’orario di apertura delle sale da gioco e di funziona­mento degli apparecchi. 4. Al fine della tutela della salute, per evi­tare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca incentivo al gioco, il lo­cale in cui è svolta l’attività di sala pubblica da gioco deve essere distante almeno 100 metri da sportelli bancari, postali o banco­mat, da agenzie di prestito e di prestito su pegno o da attività in cui si eserciti l’acqui­sto di oro, argento o altri oggetti preziosi. 5. La distanza tra i locali in cui è svolta l’attività di sala pubblica da gioco e i luoghi di cui ai precedenti commi è calcolata dal centro della porta di ingresso del locale, se­guendo il percorso pedonale più breve, nel rispetto delle disposizioni del decreto legi­slativo 30 aprile 1992, n. 285, fino al centro della porta di ingresso dei luoghi di cui ai commi precedenti. 6. L’esercizio delle attività di cui alla pre­sente legge è vietata negli immobili di pro­prietà delle amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legi­slativo 30 marzo 2001, n. 165.

Art. 4.
(Devoluzione del prelievo erariale unico ai territori)

1. Un importo pari al 30 per cento delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico (PREU) applicato sugli apparecchi di cui al­l’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del TULPS, è devoluta ai comuni per il finan­ziamento delle attività civico-amministrative di competenza. 2. Al fine di corrispondere ai comuni le entrate di cui al comma 1, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da dottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le modalità attraverso le quali i concessionari di rete comunicano periodica­mente i proventi della raccolta delle giocate su base comunale e le modalità di attribu­zione ai comuni della quota parte a essi spettante.

Art. 5.
(Divieto d’utilizzo delle carte di debito per il pagamento delle puntate di gioco)

1. Negli esercizi commerciali di cui all’ar­ticolo 2 è vietato mettere a disposizione del giocatore strumenti per il pagamento delle giocate effettuate con gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS, me­diante carte di debito. 2. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 1, il trasgressore è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000 per ogni viola­zione del divieto.

Art. 6.
(Contrasto al gioco illegale ed irregolare)

1. Sono vietati l’apertura e l’esercizio di attività di soggetti che effettuino la raccolta
di gioco attraverso l’utilizzo di CTD con operatori esteri privi di concessione governa­tiva. Tale divieto vale anche qualora l’atti­vità legata al gioco non sia quella preva­lente. 2. È vietato installare apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS, presso i circoli privati. 3. L’esercizio dell’attività da parte di sog­getti che effettuano la trasmissione di dati verso operatori di scommesse esteri in pos­sesso di concessione governativa è soggetto al versamento di una fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta.

Art. 7.
(Sanzioni)

1. Salvo quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 5, per l’inosservanza degli ob­blighi prescritti dalla presente legge, il tra­sgressore è punito: a) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 7.000 a euro 18.000 per la violazione degli obblighi di installazione de­gli apparecchi di cui all’articolo 2; b) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 800 a euro 7.000 per la violazione dei limiti di orario previsti dal comma 1 dell’articolo 3; c) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 10.000 a euro 25.000 per la violazione dei limiti sulla collocazione geo­grafica degli apparecchi previsti dal comma 2 dell’articolo 3; d) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 1.500 a euro 6.000 per la violazione degli obblighi sull’informazione previsti dal comma 3 dell’articolo 3; e) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 6.000 a euro 18.000 per la violazione della distanza degli apparecchi da sportelli bancari, postali o bancomat, da agenzie di prestito e prestito su pegno o da attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, ar­gento o altri oggetti preziosi, di cui al comma 4 dell’articolo 3; f) con una sanzione amministrativa pe­cuniaria da euro 8.000 a euro 25.000 per la violazione del divieto di esercizio di attività di gioco nei locali di enti pubblici previsto dal comma 6 dell’articolo 3. 2. In caso di particolare gravità o reitera­zione della violazione si applica, per un pe­riodo da dieci a quarantacinque giorni, la sanzione amministrativa accessoria della so­spensione dell’attività delle sale da gioco autorizzate ai sensi dell’articolo 86 del TULPS, ovvero la sanzione amministrativa accessoria della sospensione del funziona­mento degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS, collocati in altre tipologie di esercizi; la reiterazione si veri­fica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione in misura ri­dotta, ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 3. La violazione del provvedimento di so­spensione di cui al comma 2 comporta l’ap­plicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro 7.000 e la confisca amministrativa degli apparecchi, quali cose che sono servite o sono state de­stinate a commettere la violazione, ai sensi dell’articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della stessa legge n. 689 del 1981. 4. Le violazioni delle disposizioni della presente legge diverse da quelle di cui ai commi 1, 3 e 5 sono soggette al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000. 5. La detenzione abusiva degli apparecchi comporta la rimozione degli stessi entro trenta giorni dalla rilevazione della viola­zione. 6. L’accertata inottemperanza al provvedimento di rimozione di cui al comma 5 com­porta l’applicazione di una sanzione ammi­nistrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000 e la confisca degli apparecchi, quali cose che sono servite o sono state destinate a commettere la violazione, ai sensi dell’ar­ticolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, previo sequestro cautelare ai sensi dell’articolo 13 della medesima legge n. 689 del 1981. 7. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo non possono essere og­getto di sanatoria.

Art. 8.
(Disposizione finale)

1. Con uno o più decreti del Ministro del­l’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge23 agosto 1988, n.400, entro due mesi dalladi entrata in vigore della presente legge,sono adottate le disposizioni per l’attuazionedella presente legge.

Art. 9.
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore ilgiorno successivo a quello della sua pubbli­cazione nella Gazzetta Ufficiale.

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