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(Jamma) – Non costituisce reato, per un soggetto che operi in Italia per conto di un operatore straniero, la raccolta delle scommesse, se l’esclusione dai bandi di gara per l’assegnazione della licenza è illegittima. E’ quanto ha stabilito il Tribunale del Riesame di Varese, che ha imposto il dissequestro di un ctd Stanley.

 

“La pronuncia del Tribunale di Varese – fa sapere l’avvocato Daniela Agnello di Stanleybet sulle pagine di ‘La Prealpina’, in risposta a due articoli del quotidiano inerenti l’agenzia Stanleybet sita in Malnate – si inserisce nelle innumerevoli sentenze e ordinanze di disapplicazione della sanzione penale emesse dall’autorità giudiziaria italiana, che recepisce le pronunce della Corte di Giustizia Ue. La gara Monti per l’affidamento in concessione di 2 mila diritti osta con il diritto dell’Unione Europea e il sistema concessorio italiano ha discriminato la Stanleybet”.

 

Il Tribunale sottolinea come “la previsione della cessione non onerosa ai Monopoli di Stato della rete (…) risulta sproporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti dalla normativa italiana per la prevenzione del gioco d’azzardo illegale. Il Tribunale ritiene di escludere la configurabilità della fattispecie incriminatrice (…) poiché risulta che l’operatore estero Stanleybet non abbia ottenuto la necessaria concessione”, indispensabile per il “rilascio della licenza ex articolo 88 Tulps, in conseguenza della contrarietà ai principi sanciti dagli articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento Unione Europea delle condizioni del bando di gara”.

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