Nuova pronuncia in materia di discriminazione ed accesso al sistema concessorio.

Il Tribunale di Velletri, con sentenza del 2 luglio 2020, ha assolto con formula il fatto non sussiste il titolare di una agenzia sita in Albano Laziale che, in data 4 novembre 2014, era stato colto in flagranza di reato nella attività di raccolta scommesse senza i titoli autorizzatori, in collaborazione con bookmaker austriaco.

La difesa, affidata all’avv.Marco Ripamonti, ha sostenuto come la successiva adesione alla procedura di regolarizzazione prevista dalla legge di stabilità per l’anno 2015 da parte del titolare dell’agenzia fosse sufficiente ad estinguere il reato, atteso che la legge stessa prevedeva, quale condizione essenziale al fine di accedere alla procedura di emersione, la piena operatività della attività, argomentando come tale circostanza, se non considerata ai fini assolutori, fosse suscettibile di rappresentare una sorta di contraddizione di sistema.
La difesa ha anche argomentato in ordine alla situazione discriminatoria in cui versava il bookmaker di riferimento in relazione alla nota Sentenza CGE Laezza e circa la reversibilità di tale profilo anche in capo al soggetto preposto.

In merito a tale ultima questione circa la applicabilità della Sentenza Laezza è stata anche prodotta dalla Difesa relazione tecnica inerente il danno che dalla applicazione della clausola del bando di cessione dei beni a titolo non oneroso avrebbe subito il bookmaker.

Il Tribunale ha assolto con ampia formula in accoglimento delle richieste del difensore.