Il Tribunale di Salerno, con sentenza depositata il 1 aprile 2019, ha assolto un titolare di un centro elaborazione dati collegato a bookmaker estero privo dei titoli autorizzatori italiani, il quale aveva offerto al pubblico attività di raccolta scommesse su eventi sportivi, basandosi sulla licenza conferita in uno Stato dell’Unione al medesimo bookmaker di riferimento.

Il Tribunale, accogliendo le tesi del difensore avv.Marco Ripamonti, ha affermato come i principi comunitari di libera prestazione dei servizi e di libero stabilimento prevedono non soltanto la possibilità di offrire liberamente detti servizi in ogni Stato dell’Unione, ma anche il diritto corrispondente, in capo ad ogni cittadino dell’Unione, di poterli ricevere. Quindi il Tribunale ha affermato come sia onere della Pubblica Accusa dimostrare che, nel caso specifico, sussistano ragioni suscettibili di derogare, ai sensi degli artt.43 e 46 del Trattato, ai superiori principi di Libertà previsti dal Trattato UE e che le misure attuate non siano discriminatorie o sproporzionate e comunque giustificate da motivi imperativi di interesse pubblico.

In difetto di tale prova da parte della Procura, le Libertà sono meritevoli di espansione piena e la norma incriminatrice deve venire disapplicata. Sulla base di tale iter motivazionale, in difetto di prove addotte dalla Procura procedente nei sensi enunciati, il Tribunale ha assolto con formula il fatto non sussiste, senza peraltro entrare nella disamina riguardante profili discriminatori nei confronti dell’operatore estero specifico e del preposto imputato.