La Prima Sezione Civile del Tribunale di Catania si è pronunciata nel merito di una causa intentata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei confronti di un giocatore in riferimento ad una sentenza, emessa dal Giudice di Pace di Siracusa, con la quale l’ADM veniva condannata alla corresponsione di 820,00 , corrispondente ad una vincita.

Il giocatore, avendo smarrito il titolo idoneo ai fini della riscossione di una vincita, ha richiesto al concessionario una dichiarazione sostitutiva. Il Giudice di prime cure ha ritenuto che la dichiarazione del concessionario che attestava l’acquisto della schedina vincente, fosse sufficiente a sostegno della domanda e che, quindi, vi fosse titolo idoneo  alla riscossione. Per il giudice del Tribunale Civile, per ” ricevuta di partecipazione ” si intende ” il titolo che garantisce l’avvenuta registrazione della scommessa nel totalizzatore nazionale e che costituisce, in caso di vincita o di rimborso, l’unico titolo al portatore valido per la riscossione degli stessi . La disposizione, pertanto, consente la riscossione della vincita solo sulla base dell’esibizione della ricevuta di partecipazione che, quindi, costituisce unico titolo valido. Pertanto, una dichiarazione, seppur proveniente dal concessionario che ha rilasciato la ricevuta, non può essere considerato titolo idoneo ai fini della riscossione e dunque, la domanda avanzata in primo grado non poteva essere accolta.

Il giudice ha anche ribadito che in virtù dell’art. 17 del D. M. 111/2006, in realtà, è il concessionario l’unico soggetto obbligato al pagamento della vincita. Legittimato passivamente è il concessionario ove si a stata acquistata la ricevuta.lo scommettitore è stato condannato alle spese di giudizio.