Il TAR Emilia respinge ricorso contro l’ordinanza dlel Comune di Sassuolo nei confronti di una società titolare di un centro Internet.

“La Società XXX s.r.l. espone in ricorso di avere sede legale in Reggio Emilia e una unità locale in Comune di Sassuolo in via Radici in Piano 46 dove svolge quale “attività prevalente quella di commercio al dettaglio di articoli da cartoleria e forniture per ufficio e come attività collaterale , l’attività CED elaborazione dati ed internet point”

Con ordinanza n. 70 del 24/5/2019 il Dirigente del Comune di Sassuolo, richiamata tra l’altro la relazione di sopralluogo della Polizia Municipale del 9/6/2018 prot. n. 21419, secondo cui nei predetti locali veniva svolta attività di raccolta di scommesse ordinava la cessazione immediata dell’attività di raccolta scommesse ( sala scommesse) per incompatibilità urbanistica e per distanza inferiore a 500 mt da luoghi sensibili

La motivazione del provvedimento impugnato fa riferimento alle seguenti circostanze:

– la ricorrente svolge attività di raccolta scommesse;

– l’attività è insediata in ambito “AC g”: tessuti urbani misti con prevalenza di attività terziarie. In tale ambito il regolamento urbanistico edilizio non consente l’attività di raccolta scommesse;

– l’esercizio dell’attività è situato a distanza inferiore di 500 metri da luoghi sensibili quali l’appartamento per categorie protette in Via Ghiberti 29, la scuola Vittorino da Feltre e la Parrocchia della Natività di Maria Vergine Madonna di Sotto.

Avverso tale provvedimento comunale insorge la Società AGR con il ricorso all’esame deducendo con un unico motivo le seguenti censure :

I. violazione di legge, violazione e falsa applicazione dell’appendice 1 specifiche degli usi del regolamento urbanistico edilizio comune di Sassuolo adottato il 20/12/2011 ed approvato l’11/06/2013;

I.1. violazione ed erronea applicazione della deliberazione del consiglio comunale n. 73 del 18/12/2017, adottata ai sensi della deliberazione della giunta regionale Emilia Romagna n. 831 del 12/06/2017 – eccesso di potere.

Sostiene parte ricorrente che nell’operato del Comune vi è un errore di fondo, quello di ritenere che nei locali posti in via Radici di Piano 46 si svolga attività di raccolta scommesse

In realtà secondo xxxx nell’unità locale in questione si svolge unicamente attività di commercio di articoli di cartolibreria e di elaborazione dati internet point, che non possono essere assimilate ad attività “ad uso 18” e in ragione di ciò non sussiste incompatibilità urbanistica e neppure l’inosservanza del limite di distanza previsto dai luoghi c.d. sensibili.

Si è costituito in giudizio per resistere al ricorso l’intimato Comune di Sassuolo

II.- Tanto premesso in punto di fatto, passando all’esame del merito, i profili di doglianza dedotti in ricorso e che vanno unitariamente trattati in ragione dell’intima connessione tra loro esistente non appaiono meritevoli di positivo apprezzamento.

Con riferimento al primo degli elementi di giudizio posti a fondamento del provvedimento inibitorio , quello della non compatibilità urbanistica, la disciplina urbanistico- edilizia di cui al regolamento comunale prevede che le attività come sale giochi, sale scommesse , bingo catalogate in relazione al loro utilizzo come “uso 18” non sono ammesse quanto al loro insediamento in ambito urbanistico ACg ( tessuti urbani con prevalenza di attività terziarie ) ed è pacifico che l’unità locale di che trattasi è sita in area Acg.

Avuto riguardo poi all’altro elemento di valutazione assunto a sostegno della adottata ordinanza di cessazione, quello della vicinanza a meno di 500 mt da luoghi sensibili, quali la Scuola Vittorino da Feltre e la Parrocchia della Natività di Maria Vergine di Sotto site in via Ghiberti 29, è circostanza che non viene smentita da dati ex adverso non prodotti, e va pure evidenziato come parte ricorrente non contesta in sé la illegittimità della normativa urbanistico edilizia sopra accennata e neppure la validità delle previsioni recate dalla delibera consiliare n. 73 /2017 recante la disciplina in tema di limitazioni delle sale giochi e sale scommesse ai fini della prevenzione della ludopatia.

Le ragioni di gravame quindi si incentrano tutte sulla questione dirimente e cioè se nell’unità locale di via Radici di Piano 46 si svola o meno attività di raccolta scommesse

A questo quesito occorre dare una precisa risposta, quella per cui i locali in contestazione viene svolta attività di raccolta scommesse per la quale vige il divieto per motivi di incompatibilità urbanistica e per violazione delle distanze minime dai luoghi sensibili .

Un tanto è dimostrato dagli accertamenti svolti dalla Polizia Municipale che ha avuto modo di rilevare durante apposito sopralluogo che:

gli avventori presenti confermavano che avevano giocato delle scommesse ;

era stato richiesto di effettuare una scommessa e veniva rilasciata ricevuta eseguita su piattaforma online denominata newaleabet marchio della ditta Ulisse Gmbh con sede in Salurnerstrasse 12- 6020 Innsbbruuck – Austria ,riconducibile ad un bookmaker estero, privo di concessione ADM per esercitare la raccolta di gioco pubblico In Italia .

Parte ricorrente a fronte di tali elementi di giudizio nega gli addebiti, ma non fornisce elementi utili e decisivi a smentire la fondatezza delle contestazioni operate dagli organi della Polizia municipale.

E’ appena il caso di far rilevare che la legislazione regionale di cui alla l.r. n. 18/2016 , modificativa della l.r. n. 5/2013 ha dettato limiti di distanza dai c.d. luoghi sensibili per tutte le sale giochi ma anche per locali dove avviene la raccolta on line di scommesse e tanto è stato più volte sottolineato da questo TAR ( cfr ex multis Sez. I n. 703/2020 )

Conclusivamente sul punto il presupposto in base al quale è stata disposta la cessazione dell’attività costituito dall’esercizio di raccolta scommesse di gioco è stato nella specie concretamente rilevato , così come è stato accertato che nei locali per cui è causa la predetta attività non può essere svolta per contrasto con la disciplina urbanistica comunale e per violazione della normativa posta a tutela e prevenzione dei luoghi c.d. sensibili”.