Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Questura di Napoli, in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento con il quale è stata rigettata l’istanza prodotta dalla ricorrente nella qualità di legale rappresentante della -OMISSIS- finalizzata al rilascio della licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio, quale Punto di Gioco sportivo, all’interno del locale sito in Napoli alla via (…), nonché di tutti gli atti preordinati, conseguenziali e/o comunque, connessi.

Nell’ordinanza si legge: “Considerato, in via preliminare, che l’articolo 11 del testo unico n. 773 del 1931, individua, accanto alle ipotesi in cui l’Autorità amministrativa è titolare di poteri strettamente vincolati (si vedano il comma 1 e la prima parte del comma 3 che impongono il divieto di rilascio di autorizzazioni di polizia ovvero il loro ritiro in presenza dei presupposti ivi previsti), le diverse ipotesi in cui essa è, invece, titolare di poteri discrezionali (si vedano a tal proposito invece il comma 2 e la seconda parte del comma 3);

Ritenuto che la lettura della norma evidenzia come l’insussistenza di presupposti per l’esercizio del potere vincolato non impedisce affatto all’amministrazione di negare il titolo o di revocarlo atteso che essa, nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali, è comunque tenuta a valutare se manchi la buona condotta o l’affidabilità del ricorrente, per la sussistenza di rapporti personali o la commissione di fatti che, sebbene non costituiscano reato, comunque non rendano i richiedenti meritevoli di ottenere o di mantenere la licenza di polizia (non occorrendo al riguardo, necessariamente, un giudizio di pericolosità sociale dell’interessato), dovendo in tal caso l’Amministrazione indicare gli aspetti concreti, che fungono da presupposti per la formulazione del giudizio di non affidabilità, nonché evidenziare, con motivazione adeguata, le ragioni che consentono di pervenire, proprio sulla base degli aspetti indicati, ad un giudizio (attuale e prognostico) di segno negativo;

Considerato che, nel caso in esame, dalle risultanze del procedimento attivato su istanza di parte sono emersi elementi che, allo stato e salvo l’esito dell’approfondito vaglio di merito, del tutto ragionevolmente hanno indotto il Questore a negare il rilascio della richiesta autorizzazione, quali appunto le segnalazioni a carico del coniuge separato della ricorrente – con cui quest’ultima sembra continuare ad intrattenere rapporti anche sul luogo di lavoro (vedi controlli operati dalle Forze dell’Ordine) -, che correttamente fondano una prognosi di contiguità con sodalizi criminosi radicati nell’area metropolitana in cui dovrebbe essere impiantata l’attività di raccolta delle scommesse;

Ritenuto che tali elementi appaiono idonei a supportare la rilevata carenza del requisito della buona condotta che, ai sensi del citato articolo 11 espressamente richiamato dal provvedimento impugnato, osta al rilascio della richiesta autorizzazione, trattandosi di un insieme di circostanze che descrivono un quadro complessivo dal quale la Questura ha legittimamente dedotto la mancanza, in capo alla richiedente, del requisito della buona condotta;

Ritenuto, inoltre, che alcuna specifica deduzione è stata operata dalla ricorrente in ordine al periculum di pregiudizio, cosicché l’istanza cautelare non può trovare accoglimento;

Considerato che la particolarità della vicenda sottesa al provvedimento impugnato giustifica la compensazione delle spese di giudizio relative alla presente fase;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Napoli (Sezione Quinta), così decide: respinge la proposta domanda cautelare;

compensa le spese della presente fase cautelare”.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.