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Il Tar Piemonte ha accolto il ricorso di un operatore di scommesse e annullato l’interdittiva antimafia da cui la cancellazione dal registro degli operatori del gioco. (RIES).

La società, rappresentata in giudizio dall’avvocato Daniela Agnello, era stata coinvolta nel 2015 nell’Operazione ‘Gambling’, che aveva portato al sequestro di beni per 2 miliardi di euro e all’arresto di 41 persone accusate di gestire un giro di scommesse online dall’Italia verso l’estero.

«Il Prefetto – si legge nella sentenza – pone a fondamento della propria decisione gli accertamenti condotti dagli inquirenti» a carico dell’ex socio «in quanto da essi emergerebbe come quest’ultimo fosse associato al sodalizio criminale di matrice ‘ndranghetista coinvolto nell’“operazione Gambling”, con conseguente sospetto di infiltrazione mafiosa». Gli ulteriori sviluppi processuali in sede penale hanno però «escluso la matrice mafiosa dei fatti ascritti», derubricando le accuse ad associazione a delinquere semplice. Dunque, anche nel caso di una presunta influenza del vecchio socio sulle attività dell’attuale titolare, il rischio di infiltrazione mafiosa non è sufficientemente dimostrato per confermare l’interdittiva. «In mancanza di ulteriori accertamenti o valutazioni da parte della Prefettura – conclude il Tar – il provvedimento impugnato deve essere annullato».