Il mercato delle scommesse è stato praticamente azzerato a causa dall’emergenza Coronavirus. In Germania gli operatori registrano in pochi giorni un calo del mercato del 95%. In Gran Bretagna si temono gli effetti sulle sponsorizzazioni.

I termini più utilizzati sono definire il mercato in questi giorni sono crash test e crisi. L’industria delle scommesse sportive, tra quelle con i migliori indici di crescita, deve affrontare la più grande sfida della sua storia contro la pandemia del Coronavirus.

“Siamo molto preoccupati. Il business è praticamente azzerato. Non solo nei negozi di scommesse che devono rimanere chiusi. Ma anche online, perché non ci sono eventi su cui scommettere. È un bocco globale. Il volume delle vendite è diminuito di oltre il 90 percento”, dichiara oggi Mathias Dahms, presidente dell’Associazione tedesca delle scommesse sportive.

E pensare che solo un mese fa si parlava dell’ennesimo risultato positivo, ovvero un + 21% rispetto al trimestre precedente. Oggi nessuno può dire quanto sarà difficile affrontare le conseguenza di questa situazione.

Solo nell’ultimo anno, le scommesse in Germania hanno fatturato poco meno di 9,3 miliardi di euro. Il volume è quasi triplicato nel giro di pochi anni. Le società quotate in borsa stanno registrando i valoro più bassi.

La strategia oggi sembra essere quella di attirare i clienti nell’area del casinò. Altri includono sport virtuali. Oltre alle corse di cavalli completamente simulate dai computer qualcuno prova con gli e-sport. “Il settore delle scommesse sportive è sempre stato considerato resistente alle crisi. Sfortunatamente, questa considerazione non è adeguata a questo perido” , ha dichiarato il portavoce di Interwetten, uno dei maggiori operatori di scommesse in Germania. “Se la palla non rotola di nuovo a maggio, molti dovranno pensare a come proseguire.”

Per chi proprio non sa su cosa scommettere restano i match del campionato in Bielorussia, opzione che, a quanto pare, non sembra convincere molti.

Impossibile pensare agli incontri amichevoli, per i giocatori “ci sono stati troppi risultati assurdi.” Il pericolo della manipolazione dei risultati è sempre in agguato.

A parte la possibile manipolazione del gioco, i fornitori di scommesse hanno il problema che i costi non possono essere facilmente ridotti. L’IT deve essere mantenuto, i costi rimangono elevati. Senza parlare poi della situazione delle sale scommesse. Chiusi praticamente in tutti i maggiori mercati d’Europa: Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna. Enon tutti gli operatori possono sperare di essere supportati dai rispettivi governi”. In Gran Bretagna l’inclusione dell’associazione delle scommesse nel fondo di salvataggio da £ 350 miliardi è stata appena rifiutata.

A tremare sono anche i team sportivi, visto che i fornitori di scommesse sono stati a lungo sponsor importanti e cofinanziano lo show sportivo ormai paralizzato. Praticamente ogni squadra di calcio della Bundesliga tedesca collabora con un fornitore di scommesse. In Germania l‘industria delle scommesse sportive è uno delle maggiori a livello pubblicitario dietro l’industria automobilistica e delle telecomunicazioni. “Ci saranno tagli massicci in questo settore”, fanno sapere oggi ” senza contare gli effetti dello slittamento del Campionato europeo di calcio e delle Olimpiadi”. Per non parlare poi della possibilità che gli incontri si tengano a porte chiuse. Una possibilità che nessuno, oggi , vuole nemmeno prendere in considerazione.