L’Agenzia delle Entrate, in materia di detassazione del premio di risultato, afferma che la rideterminazione del periodo congruo, dovuta all’emergenza epidemiologica da COVID-19, non osta all’applicazione del regime agevolato, dal momento che la durata del periodo di maturazione del premio è rimessa all’accordo delle parti.

Un operatore a livello nazionale nel settore dei giochi leciti e delle scommesse, che esercita la propria attività principale sulla base di convenzioni di concessione stipulate con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha presentato una istanza alla Agenzia delle Entrate. In data 29 marzo 2019, la società e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un accordo integrativo aziendale con decorrenza dal 1° gennaio 2019 e scadenza il 31 dicembre 2019. Tale accordo disciplinava vari aspetti del rapporto di lavoro, tra i quali l’istituzione di un Premio di risultato a valenza annuale.

Tuttavia, in considerazione della pandemia da Covid-19 e del DPCM 8 marzo2020 che ha disposto la sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e locali assimilati, le medesime Parti non hanno potuto avviare il confronto sopra richiamato. Considerato, poi, il periodo di lockdown disposto dal DPCM del 22 marzo 2020 e dalle altre disposizioni emergenziali, le Parti, con accordo del 25 maggio 2020, hanno convenuto una seconda proroga del predetto contratto integrativo aziendale sinoal 31 luglio 2020, termine che avrebbe dovuto coincidere con la cessazione dello stato di emergenza.

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