Dopo una lunga attesa, il governo federale belga ha finalmente adottato un regio decreto per definire l’esercizio delle scommesse nelle edicole e librerie. Il testo doveva consentire la rimozione definitiva degli esercizi fraudolenti che utilizzavano il nome per vendere scommesse sportive. D’ora in poi ogni libreria/edicola dovrà presentare almeno 200 testate stampa diverse e raggiungere un fatturato annuo di 25.000 euro per essere riconosciuta come tale. Il presidente della Gambling Commission ha accolto con favore la notizia, ma mette in guardia dallo spostamento del fenomeno ai supermercati

Sollievo per i librai

Le regole del gioco d’azzardo sono state modificate il 10 dicembre. Gli emendamenti riguardavano in particolare l’emissione delle scommesse nelle librerie. Questi dovevano essere supportati da un decreto reale. L’obiettivo era fornire una definizione chiara e precisa di libreria. Tuttavia, il testo ha richiesto tempo per essere adottato, il che ha creato una situazione delicata per i librai e la Gaming Commission. Quest’ultima si è infatti trovata nell’impossibilità di rinnovare o rilasciare licenze. Le edicole  sono state quindi private di questa fondamentale fonte di reddito che è il gioco d’azzardo.Secondo il presidente del CJH, la soluzione di un regime provvisorio non è stata adottata a causa del cambiamento legislativo. Inoltre, l’autorità aveva già scelto un simile approccio sotto il precedente presidente. Aveva proposto una definizione provvisoria della biblioteca al fine di consentire il rinnovo delle licenze. Il testo è stato poi cancellato dal Consiglio di Stato. Magali Clavie non ha voluto ripetere questo errore.

Un nuovo pericolo

D’ora in poi, per ottenere lo status di libreria/edicola, ogni negozio dovrà offrire almeno 200 testate stampa diverse e realizzare un fatturato annuo di almeno 25.000 euro su questa attività. Per il presidente del CJH il testo è efficace nel contrastare il fenomeno dei falsi chioschi. Magali Clavie, però, teme uno spostamento del fenomeno ai supermercati. Questi infatti hanno i mezzi per soddisfare tutti i criteri per ottenere una licenza. Il Presidente ritiene inoltre i criteri troppo severi. A causa del calo complessivo del settore, imporre un fatturato minimo è davvero assurdo. Magali Clavie suggerisce invece una percentuale sul fatturato per contrastare il fenomeno. Allo stesso modo, la soglia dei 200 titoli sembra essere troppo alta e rischia di penalizzare le librerie più piccole. La Gaming Commission raccomanda un limite di 100 o 120.