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Il Tribunale del Riesame di Salerno, con ordinanza depositata il 7 giugno 2018, chiude il cerchio sulla questione discriminatoria ai danni dell’operatore Goldbet, accogliendo la richiesta di riesame depositata il 21 ottobre 2014


SCOMMESSE – La richiesta di riesame era stata presentata dal difensore avv. Marco Ripamonti nell’interesse dell’indagato, titolare di un centro elaborazione dati, avverso provvedimento di sequestrato preventivo disposto dal GIP.

All’udienza in camera di consiglio, la difesa aveva sollevato una serie di contestazioni riguardo al Bando Monti, con articolate deduzioni difensive e produzioni documentali relative alla linea tenuta dal bookmaker austriaco a fronte della gara Bersani. Nelle more era anche intervenuta la nota rimessione degli atti in Corte di Giustizia da parte della Corte di Cassazione, che in procedimento riguardante Stanleybet aveva sollevato la questione relativamente ad una serie di profili, tra cui quello riguardante la cessione dei beni a titolo non oneroso all’estinzione dei diritti concessori.

Da tale pregiudiziale era scaturita la sentenza Laezza, con cui la Corte di Giustizia aveva affermato la incompatibilità con il diritto comunitario di tale clausola del bando. Quanto al caso del bookmaker austriaco, la Corte di Giustizia ha poi reso un’ordinanza, affermando in linea di principio la possibile trasponibilità dei principi di cui alla sentenza Laezza al caso dell’operatore tirolese.

Il fascicolo è stato così restituito al giudice a quo (Tribunale di Salerno) che ha fissato nuovamente il riesame, che nel frattempo era stato sospeso fino all’esito della decisione della Corte di Giustizia. Al Tribunale è, quindi, spettato il compito di valutare la discriminazione sul piano concreto.
Trattato, quindi, nuovamente il procedimento dinanzi al Tribunale di Salerno in sede di Riesame, l’avv.Marco Ripamonti ha fatto il punto sulla questione con una articolata memoria.

E’ lo stesso professionista a riferire il contenuto dell’ordinanza di accoglimento: “Il Tribunale è stato reso edotto di tutti gli sviluppi successivi alla rimessione in Corte di Giustizia. E’ stato, infatti rappresentato come il procedimento amministrativo di impugnazione del Bando Monti non sia stato ancora trattato, contrariamente a quello presentato da altri operatori risultati in tale sede soccombenti. E’ stato anche evidenziato il profilo di partecipazione alla gara Monti, che ha veduto il bookmaker in questione avanzare richiesta di cento diritti, non aggiudicati per via della esiguità della offerta, dovuta tuttavia all’impossibilità di investire di più a fronte delle clausole penalizzanti del bando ed è stato anche spiegato che, emanata la legge di Stabilità 2015 e la procedura di regolarizzazione, la richiesta aggiudicatoria si è persino decuplicata per essere venuta meno la clausola della cessione a titolo non oneroso dei beni. E’ stata anche prodotta una relazione sul danno ipotetico che si sarebbe subito per via della applicazione della stessa cessione a titolo non oneroso. Il Tribunale ha in tal modo potuto cogliere nella linea seguita dalla Società un concreto interesse e determinazione ad entrare nel circuito concessorio a pieno titolo ed una discriminazione effettivamente subita e dimostrata: dalla mancata aggiudicazione di titoli in occasione della partecipazione alla gara (questione critica, questa, anche affrontata in Cassazione in altri e diversi casi in cui, invece, vi è stata aggiudicazione); nonchè dalla carenza di precedenti negativi circa il procedimento di impugnazione al bando dinanzi al Tar Lazio. Il tutto accompagnato anche da una Cassazione resa sul caso specifico circa la discriminazione patita. E’ il caso di dire che il Tribunale a quo ha così chiuso il cerchio sulla fattispecie dell’operatore in questione“.
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