“Salve io sono un esercente che gestisce due punti scommesse, leggo e sento che stiamo forzando la mano per aprire ma a che titolo?”, chiede un operatore in una e-mail inviata alla Redazione di Jamma.

Certo è che in questo momento, forse post-Covid, le decisioni da prendere sono difficilissime e il Governo non ha previsto ancora alcun tipo di assistenza per gli operatori del gioco, ovvero per quelle aziende con le quali, in virtù del patto concessorio, condivide l’esercizio di offerta del gioco pubblico.

“Non ci sono campionati o comunque eventi sportivi tali da attrarre clienti a scommettere… se giochiamo ippica e ci sono quattro clienti in sala – prosegue l’esercente dei punti scommesse – non possiamo giocare i virtuali o emettere bollette sportive in quanto in agenzia bisogna entrare pochi alla volta, non in massa, quindi ditemi voi a cosa serve questa corsa ad aprire per non portarsi nulla a casa, anzi forse per rimetterci; mi sembra assurda!”