Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso proposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in cui si chiedeva la riforma di un’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio che dava ragione alla società ricorrente, secondo cui se non è stato versato il canone di concessione per la raccolta delle scommesse da parte del primo obbligato, Adm non può impedire il trasferimento della concessione stessa ad un altro operatore – subordinandolo al pagamento -, potrà invece chiedere il versamento al concessionario originario.

Si legge nell’ordinanza del Consiglio di Stato: “Considerato, relativamente al pregiudizio paventato dall’appellante, che l’amministrazione potrebbe agire per il ristoro di quanto dovuto nei confronti della società (…), indentificata dalla Amministrazione medesima come debitore principale; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), respinge l’appello cautelare n.r.g. 6739 del 2021. Compensa le spese dell’appello cautelare, per la peculiarità della questione”.

La società nel ricorso originario al Tar chiedeva l’annullamento del provvedimento di ADM- Ufficio Scommesse con il quale si comunicava che il trasferimento della concessione (…) da (…) a (…) era subordinato al pagamento del canone di concessione pari ad euro 50.000,00 a titolo di canone di concessione; del provvedimento di ADM- Ufficio Scommesse con il quale si osservava “che l’autorizzazione al trasferimento della concessione potrà̀ essere rilasciata dall’Agenzia soltanto dopo l’adempimento dell’obbligazione di pagamento dell’importo di euro 50.000,00 a titolo di canone di concessione per l’anno 2011 o, in alternativa, qualora la cessionaria proceda formalmente ad un atto di accollo del predetto debito”.

Il Tar così si era espresso a favore del ricorso della società: “Considerato che le censure sollevate dal ricorrente appaiono assistete da fumus boni iuris in quanto il canone di concessione relativo all’anno 2011, che risulterebbe ancora dovuto in favore dell’ADM, appare in realtà posto a carico del precedente concessionario (…) che ha trasferito a suo tempo, previo nulla osta dell’amministrazione, la concessione a (…) (attuale dante causa del ricorrente);

Ritenuto pertanto che la posizione giuridica soggettiva della ricorrente può essere adeguatamente tutelata, nelle more della definizione del giudizio, tramite la sospensione dell’esecuzione degli atti gravati nella parte in cui subordinano il trasferimento della concessione da (…) a (…) al pagamento del canone di concessione relativo all’anno 2011; ritenuto che sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite della presente fase di giudizio ai sensi dell’art. 57 c.p.a.; il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, Sezione Seconda, accoglie l’istanza di misure cautelari”.