La Commissione Tributaria Regionale della Campania ha rigettato il ricorso del titolare di una ricevitoria del capoluogo contro un avviso di accertamento emesso dall’Ufficio dei Monopoli, in materia di imposta unica sulla raccolta delle scommesse sportive

Per la Commissione “emerge con chiarezza che oggetto (o preusupposto) dell’imposta – la quale, nel corso del tempo, ha assunto varie denominazioni («tassa di lotteria», «imposta unica sui giuochi di abilità e sui concorsi pronostici», «imposta sugli spettacoli», di nuovo «imposta unica») -è sempre stata l’attività consistente nella organizzazione ed esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro (per utilizzare le parole impiegate dal legislatore nel D.Lgs. n. 496 del 1948): conseguenza evidente è che soggetto all’imposta è chiunque svolga tale attività”.

“(…)della questione della compatibilità della normativa in questione con le direttive comunitarie, e con la nostra Costituzione nonché sulla natura, fondamento ed applicabilità della normativa in esame si sono pronunciate le Commissioni Tributarie provinciali e regionali di numerose regioni e provincie italiane, nonché, in particolare questa stessa CTR che nel rimarcare le peculiarità della imposta, ne hanno correttamente colto la differenza con l’imposta sul valore aggiunto e la sua specialità, certamente non paragonabile come ha fatto l’appellante alle altre ipotesi di esenzione dall’IVA, quelle si ispirate da esigenze di tutela sociale, laddove nella fattispecie in esame una delle motivazioni del vigente regime fiscale attiene proprio alla particolare pericolosità dell’attività svolta che, anche prescindendosi dalla sua liceità intrinseca, implica una elevata probabilità di generare gravi patologie (ludopatie) e di qui il disfavore fiscale lamentato, del tutto legittimo e coerente con la normativa comunitaria”.

“Né può farsi a meno di osservare come la sede estera scelta (dal bookmaker) impedisca una completa verifica del regime di tassazione a cui è assoggettata nel paese di residenza (Malta ), come già osservato dai giudici di prime cure, le cui conclusioni sul punto questa CTR condivide.

Riportandosi, pertanto alla motivazione espressa dai giudici di primo grado che qui si condivide, nonché alle varie enunciazioni della giurisprudenza di questa CTR, ritiene questa Commissione che tutte le eccezioni finalizzate alla sospensione del presente giudizio e a far valere la incompatibilità della normativa nazionale con quella comunitaria vadano rigettate in toto.

Ancora la contestazione circa i valori accertati induttivamente e i criteri di calcolo appare del tutto generica e tale da non consentire una ricostruzione alternativa a quella operata dagli accertatori”.