L'Aula Magna della Corte di Cassazione a Roma durante un'assemblea dell'ANM ( Associazione Nazionale Magistrati), in una recente immagine d'archivio. "Non bastano modifiche: l'emendamento Pini che prevede la responsabilità diretta va stralciato per garantire autonomie e indipendenza dei magistrati". Questa la posizione espressa dalla delegazione dell'Anm in un'audizione alla commissione Giustizia del Senato che dovrà presentare un parere sulla legge Comunitaria. "L'Europa non chiede di introdurre una responsabilità diretta, anzi la esclude. Il principio della responsabilità dello Stato nei confronti del singolo danneggiato per le violazioni del diritto comunitario da parte dei propri organi giurisdizionali di ultima istanza non comporta l'affermazione di una responsabilità risarcitoria del singolo giudice per l'errore commesso". Lo sottolinea uno dei passaggi del documento consegnato oggi alla Commissione giustizia del Senato dalla delegazione dell'Anm che ha chiesto lo stralcio, dalla legge comunitaria, dell'emendamento che introduce la responsabilità delle toghe. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

La Corte di Cassazione conferma la condanna per esercizi abusivo di scommesse nei confronti di un esercente ‘per avere in qualità di legale rappresentante di un esercizio commerciale, organizzato abusivamente il gioco del lotto, scommesse e concorsi pronostici riservati ex lege allo Stato o ad altro concessionario installando all’interno del locale più postazioni operative, tre delle quali connesse con un provider “.com”, facente parte dei provider non autorizzati ad operare nel territorio nazionale’.

L’imputato ha lamentato che :  la messa a disposizione di apparecchiature informatiche non costituisce condotta punibile posto che ogni utente che accede ad una postazione internet è libero di navigare dove crede, senza che sussista in capo al gestore delle postazioni alcun obbligo di vigilanza, né avendo l’imputato posto in essere azioni di intermediazione, di certo non provate dal rinvenimento di cinque promemoria di giocate anonime senza l’indicazione del titolare del conto di gioco”.

Per la Corte “risponde, invero, all’orientamento consolidato di questa Corte il principio secondo il quale il soggetto che, pur non gestendo direttamente l’attività di scommesse, svolga una attività collaborativa, ovvero favorisca in qualunque modo, anche attraverso la fornitura di linee telematiche ovvero attraverso altre modalità, sia la attività di accettazione che la attività di raccolta delle scommesse (in termini Sez. 3^ 20.6.2012 n. 35470, Giordano, Rv. 253388; idem 6.10.2011 n. 42077, P.M. in proc. Barretta, Rv. 251311), risponde del reato di cui alla L. n. 401 del 1989, art. 4. Il tenore della norma e la sua ampiezza di contenuti fa sì che l’espressione “favorire” contenuta nella seconda parte dell’articolo in esame debba interpretarsi in senso estensivo globale, come attività anche di messa a disposizione a terzi scommettitori di strutture o apparecchiature o strumenti di supporto tecnico, venendo in tal modo disattesa ogni diversa interpretazione volta ad escludere il reato laddove il gestore, disinteressandosi del gioco praticato dal singolo scommettitore si sia limitato a fornire attrezzature tecnico- informatiche (Sez. 3, n. 41773 del 16/04/2013 – dep. 10/10/2013, Jukic, Rv. 256898)”.