Abbiamo chiesto all’avvocato Daniela Agnello un commento sul parere fornito dal Consiglio di Stato in merito alla gara per i punti di raccolta scommesse.

«Le concessioni rilasciate all’esito dell’ultima gara Monti sono scadute il 30 giugno 2016 e – ricorda l’avvocato Daniela Agnello – da quasi tre anni si sta procedendo con successive proroghe annuali.
Con la legge di Stabilità 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) è stata prevista una nuova gara e il Ministero dell’Economia ha sottoposto la relativa disciplina di gara al parere preventivo del Consiglio di Stato in sede consultiva. Stanleybet – puntualizza l’avvocato – ha scritto all’Organo consultivo diverse osservazioni in merito allo schema del bando e degli atti di gara per il nuovo affidamento delle concessioni delle attività di scommesse in rete fisica rappresentando le problematiche attinenti ai rischi di reiterare le pregresse distorsioni del sistema, le asimmetrie di mercato e gli ostacoli esistenti nelle tre precedenti normative di gare.
La società con missiva del 20 marzo 2019 ha rilevato l’importanza di sottoporre al Ministero dell’Economia, prima dell’emanazione della nuova gara, la necessità di rimuovere gli effetti delle precedenti discriminazioni subite dalla Stanleybet e dai suoi CTD, le quali osterebbero ad una partecipazione alla gara in condizioni di piena parità rispetto agli operatori che non sono stati discriminati.
Si rammenta che Stanley e i CTD hanno continuato a subire azioni repressive da parte delle autorità di Polizia, azioni penali dagli Uffici delle Procure della Repubblica, divieti di collocare nei loro punti vendita gli apparecchi da intrattenimento e altro. Dal punto di vista fiscale si rileva l’instaurazione di un elevato contenzioso tributario dinanzi alla Giustizia Tributaria di ogni grado e, da ultimo, uno rinvio pregiudiziale della Commissione Tributaria Provinciale (CTP) di Parma alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha già avviato formalmente il procedimento.
Stanley ha chiesto di prevedere regole aperte e non discriminatorie, di far partire tutti gli operatori dallo stesso “nastro di partenza” senza avvantaggiare ulteriormente le aziende già presenti nel mercato.
Il Consiglio di Stato ha allegato tale missiva al suo parere, richiedendo al Ministero di affrontare specificamente le questioni sollevate da Stanleybet in merito al «rischio che le previsioni della nuova procedura concorsuale si traducano in ulteriori vantaggi per gli incumbent — già in regime di proroga — e, al contempo, in nuove asimmetrie in pregiudizio delle imprese di altri Stati Membri che intendono accedere al mercato» (punto 11 del Parere consultivo del Consiglio di Stato n. 257/2019).
Il Consiglio di Stato ha chiesto – conclude Agnello – all’ufficio legislativo del Ministero di rielaborare il testo normativo e di svolgere gli opportuni approfondimenti.
Stanley ha già dichiarato pubblicamente in diverse occasioni e a diversi interlocutori che parteciperà alla gara e ha già manifestato la disponibilità ad un confronto con le amministrazioni per risolvere le diverse criticità del sistema».