Il Tribunale monocratico penale di Agrigento, all’udienza del 12 febbraio 2019, ha assolto con formula “il fatto non sussiste” e motivazione contestuale i titolari di un’agenzia di raccolta scommesse di Alba di Montechiaro, privi di licenza di pubblica sicurezza che, nel 2016, secondo l’accusa, gestivano per conto di bookmaker estero privo di concessione una ricevitoria in cui veniva svolta attività di intermediazione.

La difesa, sostenuta dall’avv. Marco Ripamonti del Foro di Viterbo, molto presente nei tribunali siciliani, tra i diversi argomenti ha sostenuto anche l’applicazione alla fattispecie della nota sentenza Laezza, anche a fronte della mancata partecipazione alla gara Monti ed omessa impugnazione del bando, per via di un comportamento comunque discriminatorio, sul piano generale, tenuto dallo Stato italiano.

È proprio sulla base di quest’ultimo, articolato argomento che il tribunale ha mandato assolto l’imputato con formula ampia, affermando la applicabilità dei principi della sentenza Laezza pure a fronte della mancata partecipazione alla gara ed in difetto di adesione a sanatoria.

Uno degli imputati era stato anche già recentemente prosciolto dal Tribunale collegiale di Agrigento in procedimento penale in cui veniva contestata anche, a molti imputati, l’associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di giochi e scommesse.

L’avv. Ripamonti ha commentato: “A prescindere dalla fattispecie specifica, è sempre raccomandabile e necessario operare nella raccolta di scommesse solo se in possesso dei necessari titoli, a prescindere dal contesto e dalla evoluzione giurisprudenziale non sempre univoca e dalle tendenze nette”.