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SCOMMESSE – Clamorosa decisione resa dal Tribunale Collegiale penale di Catania, che all’udienza del 10 luglio 2018, in processo per associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di giochi virtuali e scommesse, ha deciso di non ammettere la costituzione del Codacons quale parte civile, che intendeva avanzare richieste risarcitorie verso gli imputati.

L’eccezione è stata sollevata dal difensore di uno di essi, l’avv.Marco Ripamonti, che ne ha illustrato i contenuti, cui si sono associati gli altri difensori.

L’avv.Ripamonti, con articolate deduzioni, ha sostenuto come non vi sia correlazione tra gli scopi statutari di Codacons ed il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice che è l’ordine pubblico.

Il difensore ha sostenuto come il processo in questione non fosse la sede per condurre la battaglia di Codacons contro ludopatie, giochi e scommesse, trattandosi di situazioni per cui occorrerebbe rivolgersi, semmai, contro lo stesso Stato Italiano.

Quanto al processo ha aggiunto come non siano in contestazione frodi o combine sportive in danno del consumatore e come, pertanto non siano ravvisabili gli interessi di Codacons a chiedere il risarcimento.

La aspirante parte civile Codacons è stata ammessa a replicare, osservando di essere stata ammessa parte civile anche in altri processi, ma il Tribunale ha accolto l’eccezione della difesa ed ha respinto la pretesa costituzione.

Il processo proseguirà così senza la presenza di Codacons.
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