Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da E-Play 24 Ita Limited, contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento – di data, estremi e contenuto in atto sconosciuti – con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – ADM, ha ritenuto e/o dichiarato che la Convenzione di concessione sia in scadenza in data 5 aprile 2021; della nota n. 75702/R.U. dell’11 marzo 2021 (…) con cui l’ADM ha comunicato alla odierna ricorrente che la convenzione di concessione n. 15232, ex articolo 24, comma 13, lettera a), Legge 7 luglio 2009, n.88, sottoscritta in data 5 aprile 2012, scadrà in data 5 aprile 2021, disponendo l’interruzione della raccolta di gioco, dal giorno successivo a quello di scadenza della suddetta convenzione di concessione n. 15232; di ogni altro atto e/o provvedimento annesso, connesso, presupposto e/o consequenziale, ancorché non noto negli estremi e nel contenuto, tra essi esemplificativamente compreso, ove ed in quanto ciò occorrer possa, anche l’art. 4 dello “Atto di convenzione per il rapporto di concessione relativo all’esercizio dei giochi pubblici ai sensi dell’art. 24, comma 13, lett. A), della L. 7 luglio 2009, n.88” nell’ipotesi in cui la data di scadenza, ivi indicata, non venisse intesa normativamente eterointegrata (e/o comunque superata) dall’art.1, comma 935, Legge n.208 del 28 dicembre 2015 e dall’art.1, comma 727, della Legge di Bilancio n.160 del 27 dicembre 2019 e ss.mm.ii.

Si legge: “Vista l’istanza di abbreviazione dei termini presentata dalla società ricorrente, unitamente al ricorso principale, per la individuazione della camera di consiglio quale sede per la discussione e la definizione della domanda giudiziale ex art. 55 del c.p.a.;

Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale;

Dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti;

Considerato che:

– alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, la stessa si trova ad essere al momento incisa, in qualità di concessionario per la raccolta dei giochi pubblici, dall’adozione della nota datata 11 marzo 2021 del ADM con la quale l’Agenzia ha imposto all’odierna ricorrente l’interruzione della raccolta del gioco dal giorno successivo alla scadenza della sua concessione n. 15232, cioè dal 6 aprile 2021, come previsto dalla medesima convenzione;

– si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato;

– si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi differendo l’esecuzione del predetto provvedimento ai soli fini della continuazione dell’attività di raccolta del gioco gestita dalla parte istante;

– tali circostanze, unitamente alla sussistenza delle ragioni di urgenza e di congruità processuale, rappresentate nella domanda ex art. 53 del c.p.a., inducono a concedere sia la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 31 marzo 2021, che l’abbreviazione dei termini per la fissazione della prevista camera di consiglio, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa;

P.Q.M.

Accoglie la domanda di misura cautelare monocratica nei termini di cui in motivazione.

Dispone l’abbreviazione alla metà dei termini stabiliti dall’art. 55, comma 5, del cod. proc. amm., relativamente al ricorso in epigrafe indicato, e fissa per la definizione del giudizio la camera di consiglio del 31 marzo 2021”.