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(Jamma) – “È incredibile come la stampa continui ad utilizzare dati incompleti in maniera strumentale sul settore slot, soprattutto se nel corpo dell’articolo si fa riferimento anche a scommesse e Gratta&Vinci come causa di dipendenza per molti giocatori. Nello specifico, riferendosi al comune di Montesilvano, una giornalista de “Il Centro” riferisce che ogni cittadino gioca agli apparecchi da intrattenimento 1379 euro l’anno. Dato errato se confrontato con quelli forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo i quali la spesa per ogni Montesilvanese si attesta sui 240 euro l’anno. Parliamo di una differenza di 1139 euro, cifra importante soprattutto se utilizzata strumentalmente per attaccare continuamente e gettare fango sul solo settore delle slot”.

Così Andrea Soriano, presidente della delegazione Abruzzo dell’Associazione Nazionale Sapar, che raduna oltre 1700 aziende di gestione, produzione e costruzione di apparecchi da intrattenimento, commentando l’articolo “Gioco d’azzardo, sono 200 i casi trattati dalla Asl” pubblicato sul sito del quotidiano “Il Centro”.

“Nonostante ADM abbia pubblicato dati reali e concreti sui numeri del settore, i media continuano a basare i loro proclama e attacchi strumentali nei confronti del nostro comparto, utilizzando i dati forniti dalla piattaforma del gruppo Gedi, che guarda caso è proprietaria del quotidiano in questione – prosegue Soriano – e che ricordo sono stati erroneamente elaborati sulla raccolta: la vera spesa del cittadino è data dal giocato meno le vincite. È evidente quindi che si sta conducendo un’operazione strumentale per distruggere una sola parte della filiera: le aziende di gestione chiudono e aumenta il numero di disoccupati in Italia. E questo, evidentemente, porterà beneficio ad alcune lobby dell’azzardo. A maggior ragione se Moreno Di Pietrantonio, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del servizio Gap del SerD di Pescara, conferma che ‘le scommesse in rete sono in forte crescita. Un fenomeno, quello online, molto pericoloso’”.

Il presidente della delegazione Abruzzo chiosa: “è incredibile come, nonostante uno psicologo accreditato punti il dito anche sulla pericolosità delle altre offerte di gioco, i giornalisti continuino a indicare le slot come unico reale problema del paese. Ritengo quindi che questa operazione collettiva di distruzione del comparto degli apparecchi da intrattenimento è stata condotta per portare beneficio a qualcuno, per spostare l’attenzione del giocatore verso altre offerte di gioco, soprattutto quelle online, a tutela non dei giocatori potenzialmente patologici, ma a tutela degli introiti economici di alcuni concessionari”.

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