È di queste ore la notizia della singolare iniziativa di un comune emiliano che, tramite la Polizia municipale, sta redigendo verbali d’ispezione nei confronti di sale dedicate poste a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, con la minaccia di irrogare sanzioni amministrative di diverse migliaia di euro, in quanto le stesse sono situate a distanza non conforme ai contenuti della L.R. 5/13; e questo, nonostante i provvedimenti comunali, pressoché identici su tutto il territorio regionale dell’Emilia – Romagna, prevedano espressamente che ogni singolo Comune debba adottare uno specifico provvedimento di chiusura, nei confronti di ogni singola sala interessata e posta nel limite dei 500 metri.

Le sanzioni minacciate paiono illegittime, perché gli atti di chiusura ad oggi non sono stati adottati dall’amministrazione comunale. Anzi, l’auspicio di AsTro, che sta proseguendo la sua attività di interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali, è che la Regione, da un lato, voglia prorogare di qualche mese l’attività delle sale rientranti nel limite dei 500 metri (come richiesto dalla stessa associazione in via subordinata), così da consentire agli operatori interessati di valutare attentamente la sussistenza di luoghi idonei dove trasferirsi, dall’altro, voglia prevedere espressamente una moratoria agli effetti della legge, in particolare vietando di individuare “nuovi” luoghi sensibili, a tutela delle sale dedicate che decidessero di trasferirsi e delocalizzare.

L’avvocato Filippo Boccioletti, che affianca AsTro nei rapporti con le istituzioni emiliano – romagnole regionali e locali, e che sta assistendo innanzi al Tar decine di operatori, interpellato, ha affermato che “nonostante la difficoltà ad oggi riscontrata di ottenere pronunce cautelari favorevoli, nessun ricorso è stato rinunciato e tutti sono ancora pendenti al Tribunale Amministrativo; ciò significa che eventuali illegittimità procedimentali poste in essere dalla Pubblica Amministrazione potrebbero dar luogo, in sede di sentenza, a pesanti condanne risarcitorie a favore degli operatori. Oltre a questo, confidiamo nel Consiglio di Stato, che in sede di appello di merito sta ordinando l’effettuazione di consulenze tecniche da parte dell’Agenzia delle Entrate volte a verificare la legittimità del c.d. distanziometro. Riguardo alle ipotizzate sanzioni nei confronti delle sale ad oggi operanti, nonostante siano “dentro” il limite dei 500 metri, è evidente che tali sanzioni sarebbero palesemente illegittime, se non precedute dalla notificazione dei procedimenti di chiusura”.

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