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(Jamma) – “Se giochi d’azzardo non riceverai più sostegno economico dal Comune”. Questo il messaggio che il sindaco di Sant’Angelo Lomellina (PV), Matteo Grossi, rivolge ai propri cittadini.

Grossi intende assicurarsi che i soldi erogati in aiuto delle famiglie in difficoltà vadano esclusivamente a coloro che ne faranno buon uso. Tagliati fuori coloro che li impiegheranno nel gioco d’azzardo. «Abbiamo un bilancio troppo ridotto per poterci permettere di destinare soldi pubblici a chi non se lo merita. Ogni anno dalle casse del Comune escono parecchi soldi per il sostegno delle famiglie bisognose, ma se vengono buttati in slot e gratta e vinci, allora non ci siamo». E’ quanto si legge su Il Corriere della Sera – Milano.

«So benissimo che il gioco è legale e che le macchinette si trovano dappertutto — aggiunge Grossi —. Però è amorale aiutare cittadini che si comportano in questo modo. Ci metto il mio nome per non far tagliare la luce se un mio concittadino non ce la fa, ma sperperare il denaro pubblico, no, non ci sto».

Trattandosi di un piccolo centro in cui tutti conoscono tutti non è difficile identificare le persone che nell’unico bar del centro passano il tempo a giocare alle macchinette. Il vigile stesso si occupa di questi controlli. Così tre famiglie santangelesi che hanno presentato una dichiarazione Isee sotto la soglia di povertà e godono di pacchi alimentari e aiuti per i figli, sono già state individuate. Il sindaco tiene a sottolineare che non si tratta di qualche monetina bensì di centinaia di euro. Difficile il controllo se a giocare si va altrove. «Se qualcuno gioca fuori Sant’Angelo o su internet, non possiamo saperlo con certezza, però almeno non essere beffati così spudoratamente».

Le nuove disposizioni del sindaco di Sant’Angelo Lomellina verranno portate all’attenzione di maggioranza ed opposizione nella prossima riunione del 30 marzo, anche se pare questo pugno di ferro sia stato condiviso da molti. «Regione Piemonte sta mettendo in atto una vera e propria stretta sulle macchinette. Non possono essere installate vicino a scuole ed ospedali, pena una multa fino a 6 mila euro. La conseguenza, però, è la spola verso i nostri comuni di confine, a meno di dieci chilometri».

«Continuerò a monitorare la situazione in paese, magari anche con foto e video a provare con i fatti ciò che sostengo. Valuteremo caso per caso, ma è necessario dare un segnale forte — conclude il sindaco —. Iniziamo togliendo gli aiuti pubblici a chi gioca d’azzardo, poi, se dovessimo individuare dei veri e propri casi di ludopatia, proporremo al soggetto di essere seguito dal centro contro le dipendenze».
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