Nel segno della continuità del programma di prevenzione e controllo di esercizi pubblici in tutta la provincia teatina, presso le attività commerciali sensibili, disposte e coordinate dal Questore di Chieti Dott. Ruggiero Borzacchiello e dirette dal Dirigente della Divisione P.A.S.I. della Questura di Chieti, dott. Pasquale Sorgonà e dal Dirigente del Commissariato di P.S. di Vasto, dott. Fabio Capaldo, gli agenti della Polizia di Stato nel corso di ulteriori e capillari controlli procedevano a rilevare varie irregolarità di natura amministrativa, alcune della quali al momento al vaglio del Questore di Chieti, per eventuali ed ulteriori determinazioni sanzionatorie.

L’ultimo risultato si è concretizzato nella giornata di ieri, 19 marzo, quando nel corso di un accurato controllo all’interno di un’attività commerciale di San Salvo (CH), venivano alla luce condizioni di criticità diffusa, che impegnavano per l’intera giornata personale della Divisione P.A.S.I. della Questura di Chieti e del Settore Amministrativo del Commissariato di P.S. di Vasto. A rendere altamente specialistica l’intera esecuzione dell’accesso eseguito all’interno del noto esercizio commerciale controllato, contribuiva anche la stretta collaborazione immediatamente attivata con personale dell’Agenzia Doganale dei Monopoli di Pescara, del Corpo della Polizia Municipale di San Salvo e dei funzionari della ASL Vastese, Dipartimento di Prevenzione – Igiene degli Alimenti e della Nutrizione.

L’impegnativo lavoro in atto veniva immediatamente indirizzato su due direttrici distinte, atteso che il locale esercitava diverse attività, sia in materia di giochi, sia nell’ambito della somministrazione di cibi e bevande. Ben presto il personale impegnato nelle attività di riscontro e verifica, grazie anche all’eccellente contributo fornito dai rappresentanti degli altri Enti presenti, riscontrava che, nell’ambito del settore giochi e scommesse vi erano gravi irregolarità relative all’impiego di apparecchiature elettroniche da intrattenimento, che determinavano la necessità di porre sotto sequestro amministrativo preventivo ben 6 apparecchi, non collegati in rete e privi dei prescritti titoli autorizzatori. Tra le macchine sequestrate ne figuravano anche tre del tipo “Totem”, che da scontrini atipici rinvenuti circa il presunto pagamento di vincite in denaro, si ipotizza fossero impiegati in maniera difforme dalla loro naturale funzione, infatti dette apparecchiature sono ufficialmente concepite quale fonte di informazioni e ricarica, ma assolutamente non predisposte al gioco.