Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha respinto – tramite ordinanza – i ricorsi presentati da Betflag e Betfair contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determinazione direttoriale del Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli “nella parte in cui si stabiliscono le modalità di calcolo e diapplicazione dell’importo dello 0,5 per cento della raccolta sulle scommesse dicui all’articolo 217, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34; all’articolo 4, comma 2, lettere a) e b) nella parte in cui ricomprende il periodo 20 maggio 2020 – 31 agosto 2020 e 1 settembre – 31 dicembre 2020 quale intervallo temporale rilevante ai fini del pagamento e all’articolo 7, comma 1, che impone ai concessionari di versare la quota di contribuzione di cui all’articolo 217, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 e che indica, al comma 2, le modalità di versamento delle somme di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c); ove lesivi e per quanto di interesse della ricorrente, dei prospetti contenuti nella funzionalità “Fondo rilancio sport”, presente nell’area riservata del portale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sezione situazione contabile che consente a ciascun concessionario di consultare i prospetti con il calcolo del Contributo dovuto per il suddetto fondo relativo al quadrimestre maggio/agosto 2020; ove lesivo e per quanto di interesse della ricorrente, della comunicazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale” del 30 settembre 2020 con cui è stata comunicata la disponibilità dei prospetti di cui al punto che precede; ove lesivo e per quanto di interesse della ricorrente, del decreto adottato di concerto dal Ministro per le politiche giovanili e lo sport e dal Ministro dell’economia e delle finanze in data 29 maggio 2020 di individuazione dei criteri di gestione del “Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale”; di ogni altro provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto dalla ricorrente, ove lesivo, con riserva di presentare motivi aggiunti”.

Si legge nei due ricorsi: “Considerato, con riferimento al fumus boni iuris delle censure proposte: che l’articolo 217 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 ha imposto un prelievo di “una quota pari allo 0,5 per cento del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali”; che la suddetta disposizione prevede espressamente che il prelievo introdotto sia pplichi alla raccolta da scommesse in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo effettuate; che in virtù della suddetta disposizione di legge, la Determinazione impugnatasi è limitata a determinare le modalità di calcolo della quota di contribuzione al fondo di cui all’art. 217 con riferimento alle diverse tipologie di scommesse tenendo conto, per quanto di interesse in questa sede, delle peculiarità che caratterizzano la raccolta effettuata attraverso il cd betting exchange; che il suddetto prelievo non si presenta come un’imposta diretta parametrata sui ricavi del concessionario, bensì come una forma di imposizione indiretta che colpisce la manifestazione di ricchezza consistente nella partecipazione al gioco delle scommesse, in quanto l’aliquota dello 0,5% si applica sul totale della raccolta al netto della sola imposta unica di cui al Decreto Legislativo 23 dicembre 1998, n. 504; che il betting exchange rappresenta una delle modalità consentite dalla concessione per la raccolta a distanza di giochi e scommesse e che, pertanto, sottrarre al prelievo introdotto la sola raccolta di scommesse “con interazione diretta tra giocatori” configurerebbe una disparità di trattamento non giustificata rispetto alla ratio del prelievo nonché alla sua finalità; che, benché in ragione delle peculiarità della modalità di scommessa effettuata attraverso il betting exchange potrebbe sembrare che gli unici soggetti ad essere incisi direttamente dal prelievo siano gli utenti di tale tipologia di scommessa, in realtà il prelievo è suscettibile di incidere seppure indirettamente anche sugli utenti delle altre tipologie di scommesse, in quanto i concessionari, dovendo gestire il servizio secondo criteri di economicità, potranno rimodulare il proprio compenso trasferendo in tutto o in parte l’onere del nuovo contributo sui giocatori vincenti;

Considerato, con riferimento al periculum in mora: che il contestato regime impositivo non appare idoneo allo stato ad arrecare alla ricorrente un pregiudizio grave ed irreparabile venendo in rilievo un danno di natura meramente economica, come tale pienamente ristorabile in caso di esito favorevole del giudizio di merito; che con riferimento alle dedotte difficoltà operative che la società deve affrontare per far fronte al nuovo regime impositivo, si deve rilevare che tra i rischi d’impresa propri dell’esercizio di una concessione di servizi di lunga durata, figurano anche i rischi relativi alla fase di gestione quali il rischio di incremento dei costi di manutenzione, dei costi operativi e di quelli derivanti dall’adeguamento tecnologico; che con riguardo alla possibilità paventata di una diminuzione della clientela che sarebbe disincentivata dalla decurtazione della vincita conseguente al prelievo imposto, si rileva che la società è nelle condizioni di porre rimedio a tale presunto danno attraverso una rimodulazione della percentuale delle commissioni trattenute ai giocatori in modo da compensare l’incidenza del prelievo sulla vincita, anche in considerazione della durata limitata nel tempo del contributo; che, in ogni caso, nel necessario contemperamento dei contrapposti interessi, le esigenze cautelari prospettate dalla ricorrente hanno un carattere evidentemente recessivo rispetto all’interesse perseguito dal contestato regime impositivo di far fronte alla crisi economica dei soggetti operanti nel settore sportivo determinatasi in ragione delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19; che a tale ultimo riguardo va, altresì, rilevato che il sostegno ai soggetti operanti nel settore sportivo, che sono i protagonisti e gli organizzatori degli eventi sportivi oggetto delle scommesse, tutela evidentemente anche l’interesse dei concessionari di scommesse sportive (con qualsiasi modalità effettuate) in quanto l’eventuale fallimento delle realtà sportive operanti sul mercato non potrebbe che ripercuotersi negativamente anche sull’attività dei concessionari che vedrebbero impoverita l’offerta di eventi sui quali è possibile effettuare le scommesse.

Ritenuto di rinviare alla fase di merito l’approfondimento dell’eccezione pregiudiziale sollevata dall’amministrazione resistente relativamente alla tardività del presente ricorso;

Ritenuto, alla luce delle considerazioni esposte, che, ad una sommaria delibazione propria della fase cautelare il ricorso non appare assistito dai requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora necessari per la concessione della richiesta misura cautelare.

Ritenuto di dover fissare l’udienza pubblica per la discussione nel merito del ricorso al 14 aprile 2021 al fine di trattarlo contestualmente ad altri ricorsi aventi analogo oggetto e per i quali è già stata fissata l’udienza di discussione a tale data. Ritenuto, infine, che sussistano giusti motivi, in considerazione della natura degli interessi azionati, per compensare le spese della presente fase.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda): respinge l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente; fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 14 aprile 2021. Spese compensate”.