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A lanciare l’allarme è la Filcams Cgil di Lecce che sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi denuncia la possibile apertura di una procedura di licenziamento nella sala Bingo del capoluogo.

A causa delle restrizioni introdotte dalla normativa della Regione Puglia finalizzata alla prevenzione ed al contrasto delle dipendenze dal gioco d’azzardo le attività di questo tipo devono rispettare una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili.

Le sale che non rispettano questi limiti sono minacciate da un problema non da poco, spiega sulla Gazzetta del Mezzogiorno il sindacalista Emanuele Sozzo: «L’autorizzazione per tali attività vale cinque anni e deve essere rinnovata. Noi siamo preoccupati per la sala Bingo di Lecce che dà lavoro a 76 persone, tra impiegati, addetti alla vigilanza ed al servizio di pulizie. La sala si trova nel centro di Lecce, in via Trinchese, a poca distanza da diversi punti sensibili». Il sindacato teme, quindi, per la tenuta dei livelli occupazionali anche perché, alla fine dell’anno, scadrà l’au torizzazione all’esercizio.

Le segreterie di Filcams, Uiltucs e Ugl hanno comunicato le proprie ragioni alla prefettura locale, ottenendo l’apertura di un tavolo sul tema, atto a sbrogliare la matassa.

Il 20 settembre, in Prefettura, le parti sociali incontreranno quindi i rappresentanti del governo barese e delle forze dell’ordine.

«Il problema è politico – avverte il sindacalista Filcams – senza una modifica alla legge di Bilancio, sale giochi e centri scommesse non hanno molte speranze».

Le maglie della legge regionale, del resto, sono piuttosto strette e la soluzione non è dietro l’angolo: «Anche ammettendo di aprire un’attività in una zona semi-deserta, nulla esclude che di lì a poco possa aprire una scuola calcio, per dire, oppure un altro obiettivo sensibile che vanifica lo sforzo di mettersi in regola» – aggiunge Sozzo.

Alcuni gestori hanno tentato la strada del ricorso, anche perché avevano ottenuto la licenza proprio nel 2013, ma il Tar Puglia ha rigettato i ricorsi contro il “distanziometro” voluto dalla Regione. La situazione si è quindi aggravata e bisognerà capire come muoversi.

La scadenza di molte licenze, del resto, è dietro l’angolo.

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