federgioco romeo
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Ogni giorno è un giorno verso la non-riapertura. Così si è espresso Olmo Romeo, presidente di Federgioco, la federazione delle case da gioco italiane, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Campione di Italia in merito alla chiusura della casa da gioco. “Non possiamo apsettare oltre perchè la clientela delle case da gioco si ricolloca, il mercato non fa sconti a nessuno. Il cliente delle case da gioco è abitudinario, spessa gioca allo stesso tavolo o alla stessa slot, il fatto che si stia ritardando la riapertura di Campione può avere effetti devastanti”. Per il presidente di Federgioco bisognerebbe intervenire quanto prima perchè il rischio è “che si debba ripartire da zero”. “Va dato il massimo risalto possibile alla necessità di riaprire quanto prima, lo deve fare Federgioco, il Comune di Campione e tutta la stampa” ha aggiunto Romeo “A quel punto la riapertura potrebbe essere un evento e l’evento ci può aiutare nel rilancio”. “Federgioco è stata vicino a Campione d’Italia nei momenti in cui brillava di luce propria, è giusto che sia vicina anche nei momenti bui” ha detto Romeo . “Abbiamo tenuto il nostro Consiglio Direttivo proprio qui a Campione poco più di un mese fa proprio per dimostrare la nostra vicinanza e cercare di essere concretamente d’aiuto. Due giorni dopo ho mandato una lettera al ministro Salvini, il nostro ministro di riferimento dato che i Casinò sono gli unici nel mondo dei giochi a dipendere dal Ministero dell’Interno, per chiedere un colloquio incentrato sull’argomento di Campione. non abbiamo ricevuto risposte”.

“Una azienda complicata come una casa da gioco ha dei ritmi, dei tempi che non possono essere ignorati e questa situazione va affrontata. Come Federgioco, con il nostro sostegno, ci sentiamo di dare una risposta a tutti i lavaratori che ad oggi sono senza stipendio e che quindi sono il nostro primo pensiero. Quello che dobbiamo ricordare poi è che non esiste il vuoto di mercato e quindi la clientela si è ricollocata, nel territorio limitrofo, nell’offerta nazionale e , speriamo, che non lo abbia fatto nel gioco illegale. I casinò sono presidi di sicurezza da più di cento anni, noi questo lo ribadiamo con forza e vorremmo che rimanessero quattro presidi”. Ma questa chiusura potrebbe avere un effetto domino sugli altri casinò? “A questo non voglio neanche pensare- dice Romeo-per questo siamo qui a combattere contro questa chiusura. I quattro casinò italiani sono quattro microcosmi, con peculiarità diverse. Questa è una tragedia per la città di Campione ma sarebbe una tragedia anche per le altre tre città. Noi non possiamo permetterci di perdere questi presidi di legalità sul territorio”.

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