(Jamma) – “Ho sfiducia nel sistema di intervento dello Stato nel settore. Vorrei pensare che ognuno possa essere libero senza che lo Stato possa intervenire a dettare le regole e invece non è così. Io dico che ragionare contro lo sviluppo di uno dei pochi settori che funziona, che ha un gettito fiscale importante continuo, comporta delle scelte di campo che purtroppo mancano. Se il controllo è di carattere etico allora togliamo tutto e non applichiamo nessuna imposta. Se il gioco è il male non devo neanche contare su questo settore per introitare altri soldi”.

E’ quanto dichiarato dall’l’On. Massimo Corsaro, componente della Commissione Bilancio della Camera, intervenendo al convegno romano “Il riordino del gioco pubblico: tra prospettive di riforma, necessità di innovazione e lotta alle dipendenze”.

“Mi fa paura la pochezza della politica che fa finta di dire, siccome conviene per raccogliere consenso, che siamo i paladini dell’integrità etica e siamo la barriera contro il gioco malefico. I sindaci e gli assessori possono dire che non vogliono più il gioco in nessun luogo, non ha senso invece dire che non va bene nei bar e nei tabacchi ma va bene nelle sale con le vetrine oscurate. Quanta ipocrisia su questo tema.

Assistiamo ad una diffusa incertezza – ha proseguito Corsaro -, che senso ha parlare di un bando di gara di carattere nazionale che perde di significato quando poi a livello locale dai altre regole che lo rendono impossibile? La ludopatia? Io credo che questa roba sia una puttanata epocale, figlia di una vecchia educazione, un modo per finanziare associazioni e organismi che si sono assunti il ruolo messianico di indirizzare la popolazione da una parte o dall’altra. I numeri veri non ce li ha raccontati nessuno, e poi è chiaro che c’è chi esagera, come per altre cose, è chiaro che in qualunque scelta la persona debba essere responsabile di quello che fa, se siamo liberi, il singolo si assume la responsabilità delle sue azioni, senza il bisogno di tirare in causa il denaro pubblico, che pubblico non è visto che è quello che noi versiamo. Nessuno deve farci business, se domani dicessimo che chi se ne vuole occupare di ludopatia lo deve fare con i suoi soldi allora state sicuri che non se ne occuperebbe nessuno!

Altro che altruismo, qui si intascano i soldi, io non credo a nessuna spinta messianica, c’è una necessità importante. Il legislatore deve scegliere il suo ruolo, o crede alla maturità del suo popolo, nel fatto che può essere libero, o investe in una missione etica e oggi sarebbe davvero inadatta, considerando che il consenso nella classe politica è al minimo storico. Questo è un settore che ancora funziona, non perdiamolo come è successo in altri casi a vantaggio di terzi. Attenzione, perchè se con vincoli e prelievi forzosi uccidiamo questa industria, in sostituzione non ne facciamo crescere una straniera, la domanda di gioco andrà verso altre offerte, quelle della malavita organizzata” ha concluso Corsaro.

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