Il Tar Lazio ha accolto – tramite sentenza – il ricorso presentato da una società contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) – Ufficio dei Monopoli per la Campania, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio dei Monopoli per la Campania – Sezione Operativa – 2 – Territoriale di Salerno in cui si chiedeva l’annullamento del provvedimento emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Salerno il 9 ottobre 2018 (prot. n. 77629) e notificato il 17 ottobre 2018, avente ad oggetto “Provvedimento di cancellazione dall’elenco degli operatori di cui all’art. 1, comma 533 come sostituito dall’art. 1, comma 82 della L. 13/12/2010 n. 220 e dall’art. 24 del D.L. 6/7/2011 n. 98, convertito con modificazioni nella L. 15/7/2011 n. 111”.

La società (…) è titolare di tre esercizi, provvisti di titoli abilitativi di cui agli artt. 86 o 88 T.U.L.P.S., all’interno dei quali svolge la raccolta, mediante apparecchi da gioco lecito con vincite in denaro ex art. 110, comma 6, T.U.L.P.S., collegati alla rete telematica di cui all’art. 14 bis del D.P.R. n. 640/1972 e, in particolare, di una sala dedicata alla raccolta delle giocate tramite apparecchi videoterminali (“VLT”) in Comune di Maratea e di due bar o esercizi assimilabili, l’uno in Comune di Maratea e l’altro in Comune di Sala Consilina, presso i quali sono installati apparecchi c.d. “newslot”.

1.2. Con il provvedimento impugnato l’Agenzia dei Monopoli ha disposto la cancellazione della ricorrente dall’elenco degli operatori di cui all’art. 1, comma 533 come sostituito dall’art. 1, comma 82 della L. 13.12.2010 n. 220 e dall’art. 24 del D.L. 6.7.2011 n. 98, convertito con modificazioni nella L. 15.7.2011 n. 111, a seguito della dichiarazione di irricevibilità della S.C.I.A. presentata per l’apertura di una sala giochi presso i locali posti nel Comune di Castrovillari per mancata integrazione della relativa pratica.

1.3. Parte ricorrente deduce l’erronea applicazione dell’art. 11 del Decreto Direttoriale AAMS n. 2011/31857/Giochi/ADI del 9 settembre 2011, così come modificato dal Decreto Direttoriale AAMS n. 104077 del 22 dicembre 2014, rubricato “Cancellazione”, assumendo che l’Agenzia dei Monopoli avrebbe disposto la cancellazione della società (…) dall’elenco dei soggetti che svolgono attività in materia di apparecchi da gioco con vincite in denaro non solo relativamente ai locali posti nel Comune di Castrovillari, ma anche agli esercizi condotti in Comune di Maratea e in Comune di Sala Consilina, nonostante a questi ultimi sia assegnato un distinto “Codice censimento esercizio” e gli stessi siano muniti dei titoli abilitativi di cui agli artt. 86 o 88 T.U.L.P.S., presupposti per la suddetta iscrizione.

2. L’Agenzia dei Monopoli si costituita in giudizio ed ha depositato una relazione per ribadire la legittimità del proprio operato poiché, ad avviso dell’Amministrazione resistente, l’art. 11 del Decreto Direttoriale AAMS n. 2011/31857/Giochi/ADI del 9 settembre 2011, così come modificato dal Decreto Direttoriale AAMS n. 104077 del 22 dicembre 2014, non consentirebbe di procedere ad una “cancellazione parziale” per singoli locali di esercizio e conseguentemente, a seguito della dichiarazione di irricevibilità dell’istanza presentata per l’apertura di una nuova sala giochi in Comune di Castrovillari, la società avrebbe perso il requisito per essere iscritta nel registro anche con riguardo alle altre sale giochi gestite nei Comuni di Maratea e di Sala Consilina.

3. Con l’ordinanza collegiale n. 11876 del 7.12.2018 la Sezione ha disposto un’istruttoria ritenendo necessario “acquisire dall’Amministrazione resistente una relazione con la relativa documentazione idonea a chiarire la ragione per la quale è stata disposta la cancellazione della ricorrente dall’elenco degli operatori di cui all’art. 1, comma 533, come sostituito dall’art. 1, comma 82 della L. 13.12.2010 n. 220 e dall’art. 24 del D.L. 6.7.2011 n. 98, convertito con modificazioni nella L. 15.7.2011 n. 111, non solo in relazione al Comune di Castrovillari, ma anche alle sale gestite nei Comuni di Maratea e di Sala Consilina, nonostante per queste ultime, dalla documentazione versata agli atti, sembrerebbero sussistere i titoli abilitativi di cui agli artt. 86 o 88 T.U.L.P.S.”.

3.1. Con l’ordinanza collegiale n. 910 del 24.1.2019 la Sezione, preso atto del mancato adempimento da parte dell’Amministrazione resistente agli incombenti istruttori disposti con l’ordinanza collegiale n. 11876 del 7.12.2018, ha reiterato l’istruttoria assegnando all’amministrazione resistente un nuovo termine.

4. Con l’ordinanza cautelare n. 1253 del 22.2.2019 la Sezione, preso atto delle risultanze dell’istruttoria disposta, ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistenti “seri dubbi sulla legittimità dell’interpretazione delle disposizioni del D.D. 9.9.2011 e successive modifiche, seguita dall’Ufficio di Salerno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, secondo la quale, qualora l’operatore di gioco lecito sia titolare di più esercizi, anche dislocati in Comuni diversi, la mancanza dei titoli abilitativi relativi ad uno solo di essi determina la cancellazione totale dello stesso dall’elenco di cui all’art. 1, comma 533, come sostituito dall’art. 1, comma 82 della L. 13.12.2010 n. 220 e dall’art. 24 del D.L. 6.7.2011 n. 98, convertito con modificazioni nella L. 15.7.2011 n. 111, anziché il depennamento esclusivamente con riguardo all’esercizio sprovvisto dei ridetti titoli”.

5. Alla pubblica udienza del 3.7.2019 la causa è stata trattenuta in decisione.

6. Il ricorso è fondato e merita di essere accolto per le seguenti ragioni.

7. Con il provvedimento impugnato l’Agenzia resistente ha disposto la cancellazione della società ricorrente dall’elenco dei soggetti di cui all’art. 1, comma 533, come sostituito dall’art, 1, comma 82 della legge 13.12.2010 n. 220 e dall’art. 24 del D.L. 6.7.2011 n. 98, convertito con modificazioni nella legge 15.7.2011 n. 111, per mancanza del requisito di cui all’art. 4, comma 1 lettera a) del Decreto Direttoriale n. 2011/31857/ Giochi/ADI del 9.9.2011.

7.1. Secondo l’interpretazione seguita dall’Amministrazione resistente ed esplicitata nella relazione, depositata il 5.2.2019 in adempimento all’istruttoria disposta dalla Sezione, la circostanza che la domanda per aprire un’ulteriore sala giochi in Comune di Castrovillari sia stata archiviata con esito negativo per non avere il legale rappresentante della (…) provveduto al richiesto completamento documentale, ha determinato il venir meno del requisito di cui all’art. 4, comma 1 lett. a) essendo l’Ufficio “venuto a conoscenza dell’insussistenza della licenza per l’esercizio dell’attività in uno degli esercizi di cui il ricorrente risulta titolare ed indicato nella richiesta di iscrizione all’elenco dì cui trattasi, il provvedimento di cancellazione costituisce atto dovuto, come da previsione del citato Decreto Direttoriale n. 2011/31857/Giochi/ADI del 09/09/2011 che, all’art.11, comma 2, dispone l’obbligatorietà dì tale atto da parte dell’Ufficio competente per territorio in caso di mancanza dei requisiti cui agli art. 4 e 5 del medesimo Decreto”.

7.2. L’amministrazione resistente ha, inoltre, precisato con specifico riguardo alla richiesta formulata dalla Sezione “circa la motivazione per la quale il provvedimento impugnato colpisca contemporaneamente anche gli altri esercizi di cui lo stesso risulta titolare nonostante la sussistenza per i medesimi di regolare licenza per lo svolgimento dell’attività, (…) che la richiesta di iscrizione al menzionato elenco è unica e viene effettuata dal soggetto per tutti gli esercizi di cui risulta titolare. Pertanto i requisiti, sia oggettivi che soggettivi, devono obbligatoriamente essere posseduti dal richiedente che è unico soggetto per tutte le attività per le quali chiede l’iscrizione”.

8. L’interpretazione seguita dall’amministrazione resistente non appare condivisibile per le ragioni già sommariamente evidenziate in sede cautelare.

8.1. L’art.1, comma 3, del più volte citato Decreto Direttoriale recita che “l’iscrizione all’elenco costituisce titolo abilitativo per i soggetti che svolgono le attività in materia di apparecchi da intrattenimento in relazione alle relative attività esercitate”.

Il successivo art. 4, comma 1, prevede i requisiti per l’iscrizione all’elenco individuandoli in: “a) licenza di cui all’articolo 86 o 88 del T.U.L.P.S., e successive modificazioni; b) certificazione antimafia prevista dalla legge 31 maggio 1965 n. 575 e successive modificazioni ed integrazioni; c) quietanza che attesti il versamento della somma di euro 150,00 (euro centocinquanta/00), da effettuarsi tramite modello F24 accise, codice tributo n. 5216”, precisando al comma 2, che i predetti requisiti “valgono anche laddove la richiesta si riferisca all’iscrizione a più sezioni”, nonché al comma 4 che “il soggetto richiedente, qualora titolare di più licenze ai sensi dell’art. 86, ovvero dell’art. 88 del T.U.L.P.S., è tenuto a comunicarne il possesso all’atto della richiesta, fermo restando che l’eventuale decadenza di una delle licenze non comporta la cancellazione dall’elenco, qualora permanga quantomeno il possesso di una di esse”. Infine l’art. 11, comma 2, statuisce che “nel caso in cui, all’esito degli accertamenti disposti, risultino soggetti privi dei requisiti richiesti all’atto dell’iscrizione, di cui all’art. 4 e 5, l’Ufficio Regionale competente per territorio ne dispone la cancellazione dall’elenco”.

8.2. Richiamata la normativa che disciplina la fattispecie in esame, ad avviso del Collegio, dal combinato disposto di tutte le predette disposizioni non è dato desumere che qualora il richiedente l’iscrizione sia titolare di più attività, a ciascuna delle quali corrisponda il possesso di una licenza ex art. 86 o ex art. 88 T.U.L.P.S., una volta che non abbia ottenuto il rilascio o il rinnovo per una sola delle attività gestite, se ne debba disporre la cancellazione dall’elenco anche con riguardo a quelle per le quali continuino a persistere tutti i requisiti indicati dal citato. Art. 4, comma, del Decreto Direttoriale.

8.3. Dalle lettura delle rammentate disposizioni sembra anzi evincersi che sia contemplata l’ipotesi di soggetti che gestiscano plurime attività di gioco in relazione a ciascuna delle quali devono sussistere i requisiti stabiliti per l’iscrizione e che in presenza degli stessi è ammissibile anche la richiesta di iscrizione a più sezioni.

8.4. Ne discende che qualora il soggetto richiedente sia titolare di più attività dovrà possedere per ciascuna di esse tutti i requisiti prescritti dall’art. 4, comma 1, del citato Decreto Direttoriale per poter chiedere l’iscrizione all’elenco e, pertanto, ciascuna delle attività svolte risulta indipendente dalle altre, non potendosi l’unico titolare delle stesse giovare dei requisiti posseduti per un’attività ai fini dell’iscrizione di un’altra.

8.5. Tale interpretazione trova un’ulteriore conferma nel tenore letterale del comma 4 del citato art. 4 che obbliga il soggetto richiedente, titolare di più licenze ex artt. 86 o 88 del T.U.L.P.S., a comunicarne il possesso all’atto della richiesta e che statuisce espressamente che “l’eventuale decadenza di una delle licenze non comporta la cancellazione dall’elenco, qualora permanga quantomeno il possesso di una di esse”.

8.6. Né appare condivisibile l’interpretazione seguita dalla P.A. resistente e esplicitata nella relazione depositata in adempimento all’istruttoria disposta secondo la quale l’art. 4, comma 4, si riferisce “al caso in cui nello stesso esercizio il richiedente sia titolare di più licenze (art. 86 e art.88) e tuttavia una di esse è decaduta al momento di iscrizione. Solo in tal caso, il soggetto non viene cancellato in quanto almeno una delle licenze permane nel singolo esercizio”.

8.7. E, infatti, l’art. 4, comma 4, così restrittivamente interpretato, non appare coerente con le altre disposizioni e risulta una norma superflua in quanto ai sensi del comma 1 del medesimo articolo è sufficiente il possesso di una licenza ex art. 86 ovvero ex art. 88 del T.U.L.P.S. ai fini dell’iscrizione all’elenco con la conseguenza che nel caso le due suddette licenze dovessero coesistere nella medesima attività, la perdita di una e la persistenza dell’altra, in forza del combinato disposto del citato art. 4 con l’art. 11, non potrebbe mai produrre la cancellazione dall’elenco permanendo i requisiti normativamente prescritti.

9. Per le suesposte ragioni il ricorso è, quindi meritevole di accoglimento con conseguente annullamento del provvedimento gravato laddove lo stesso dichiara la cancellazione dall’elenco dell’operatore di gioco lecito per tutti gli esercizi di cui è titolare e non il solo depennamento di quello sprovvisto dei requisiti normativamente prescritti.

10. Sussistono giusti motivi in considerazione della novità e della peculiarità della fattispecie esaminata per compensare integralmente tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Salerno il 9.10.2018 prot. n. 77629.

Spese compensate.