commissione europea
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(Jamma) -Sulla LEGGE 21 giugno 2017, n. 96 Articolo 6 (Disposizioni in materia di giochi) e Articolo 6-bis (Riduzione degli apparecchi da divertimento), è stata inoltrata segnalazione e denuncia per violazione della libertà d’impresa, concorrenza sleale e aiuti di Stato mascherati a concessionarie di VLT con conseguente contrazione delle entrate sul Bilancio dello Stato.


La denuncia è stata inoltrata alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Segnalazione denuncia invece è stata inviata alla European Commission, alla DG CONCORRENZA e Antitrust, alla DG for Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs, al Directorate general for Taxation and Customs Union Unit D3 – Control of the application of EU legislation and state aid/direct taxation.

Nel testo si legge:
«Sia la LEGGE28 dicembre 2015, n. 208, sia l’art.6 – bis della LEGGE 21 giugno 2017, n. 96 (Riduzione degli apparecchi da divertimento) che il Decreto attuativo inviatovi per approvazione non tengono conto dei seguenti punti:
1. Un’impresa che gestisce AWP o New Slot che inizia ora l’attività di gestione iscrivendosi al RIES – Elenco dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 533, della legge n. 266/2005, come sostituito dall’articolo 1, comma 82, della legge 13 dicembre 2010, n 220 – con quale base numerica potrà usare non avendo uno storico. Sarà consentito aprirla. Ovvero iscriversi alla Camera di Commercio ma poi non poter operare, visto che i nulla osta di messa in esercizio sono in capo al gestore proprietario degli apparecchi e richiesti e rilasciati su sua richiesta dal concessionario?
2. Ne la legge ne tanto meno il Decreto non precisano come conteggiare i nuovi nulla osta di messa in esercizio rilasciati dopo da ASM dal 1° gennaio 2017, siano essi apparecchi che sostituiscono altri dismessi per guasti o obsoleti oppure apparecchi che vengono installati in esercizi pubblici o sala giochi di nuove attività?
3. Un gestore di AWP che trova nuovi locali o esercizi pubblici in cui collocare apparecchi, anche e soprattutto al di fuori degli eventuali luoghi sensibili, introdotti da numerose leggi regionali, quali apparecchi potrà usare se gli viene imposto di lavorare col 66% del suo parco AWP e violando la libertà d’impresa non potrà espandersi o sviluppare il proprio parco clienti.
4. Un’impresa di gestione apparecchi AWP comma 6/a del 110 TULPS che ne acquisisce un’altra, magari convenzionata con altro concessionario ma che volesse disdire col vecchio concessionario per operare con il proprio concessionario di riferimento, che base numerica dovrà o potrà usare?
5. Un gestore di AWP che è collegato ad un concessionario che è anche gestore diretto (e stranamente da anni controllore di se stesso – vedasi le seguenti concessionarie che hanno anche apparecchi AWP in gestione diretta (ad esempio omissis potrebbero rischiare di vedersi danneggiato dallo stesso concessionario che favorirà i propri apparecchi a gestione diretta, rispetto alle imprese di gestione che hanno un contratto obbligatorio per il collegamento e per la lettura degli apparecchi e per riscossione del Preu?
6. Non viene considerato il numero di apparecchi detenuti a magazzino e quelli in riparazione e per un turnover che mediamente è del 10% – vedasi tabelle – e come si evince dai normali tabulati di una azienda collegata ad un concessionario
7. Una riduzione così imposta viola la libertà d’impresa e di stabilimento, oltre che colpire una sola tipologia di giochi le AWP e non anche altre tipologie di giochi, violando la normativa sulla concorrenza e libertà di stabilimento. È palese il favoritismo nei confronti della tipologia di apparecchi da gioco più aggressiva e più redditizia per i concessionari ed esercenti delle 4.934 Sale VLT con terminali aggressivi peggio che quelli dei Casinò e nemmeno per lo per Stato che da queste incamera molto meno PREU, a scapito dell’altra più comune macchina AWP dei bar ed esercizi pubblici fra l’altro la meno costosa in assoluto e funzionante ad 1 euro in moneta e massima vincita di 100 euro.
8. Il Ministero (MEF) non ha pensato a quantificare l’impatto economico di tale norma verso le 5 mila imprese di gestione regolarmente iscritte all’albo dei terzi incaricati della raccolta visto che il tutto sarebbe gestito dai concessionari e anche il Decreto non precisa alcun ché .

Va da sé che, la riduzione riguardando solo le AWP, si dovrà adire le vie legali per “violazione del principio del legittimo affidamento, violazione e contrasto con gli articoli 3, 41 Costituzione, la norma presenta dubbi di compatibilità costituzionale con riferimento sia al profilo della disparità di trattamento sia al profilo della ragionevolezza”.

La previsione normativa, in sostanza, sembra avere violato i canoni di ragionevolezza e parità di trattamento presumendo, in maniera illogica, che “gli apparecchi da intrattenimento AWP che resteranno dopo la decurtazione del 34% abbiano una maggiore potenzialità di reddito laddove quest’ultima dipende da una molteplicità di fattori (quali, in primo luogo, la differenza tra Awp e Vlt) e, poi, ad esempio, il comune, il quartiere, la strada in cui gli apparecchi AWP rimasti sono situati nonché la sua ubicazione all’interno del locale) che rendono implausibile il criterio scelto dal legislatore”.

La descritta irragionevole riduzione imposta a carico dei concessionari ma riservata ad apparecchi da gioco di proprietà dei gestori può produrre un’alterazione del libero gioco della concorrenza tra gli stessi, favorendo quelli che, in presenza di una redditività superiore per singolo apparecchio di proprietà dei concessionari che hanno anche apparecchi AWP in gestione diretta (ad esempio omissis ecc.) favorendoli – ( vedasi punto 5).

Tramite questa missiva denuncia si procede a presentare segnalazioni alla DIREZIONE GENERALE IMPRESA e INDUSTRIA Mercato Interno per la libera circolazione dei beni, alla DG Concorrenza Aiuti di Stato: Coesione, RSI e applicazione Rete degli aiuti di Stato, trasparenza ed aiuti fiscali Prevenzione degli ostacoli tecnici della Commissione europea per la violazione della libertà d’impresa e sulla violazione della concorrenza visto il palese il favoritismo nei confronti di un’altra tipologia di apparecchi da gioco e di altri giochi non toccati.

Oltre al comma 943 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 c.d. Legge di Stabilità 2016 e la LEGGE 21 giugno 2017, n. 96 Articolo 6-bis (Riduzione degli apparecchi da divertimento), violano i principi comunitari di uguaglianza, libertà di impresa, stabilimento, trasparenza e affidamento – Violazione degli artt. 12, 43 e 49 del Trattato UE, nonché degli artt. 101, 102 e 106 del Trattato sul funzionamento UE – Eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e sviamento.

Di seguito richiamate due sentenze dalla Corte Europea.
Sentenza del 26 ottobre 2006, Commissione/Repubblica ellenica, Causa C-65/05, Raccolta della giurisprudenza 2006, pag. I-10341 e sentenza del 4 giugno 2009, Commissione/Repubblica ellenica, C-109/08, Raccolta della giurisprudenza 2009, pag. I-04657 misure che vietano l’utilizzo di determinati prodotti
Le misure che vietino l’installazione di tutti i giochi elettrici, elettromeccanici ed elettronici – compresi tutti i giochi al computer – in qualsiasi luogo pubblico o privato diverso dai casinò – così come l’utilizzo di videogiochi su computer all’interno di imprese che forniscano servizi Internet – e che assoggettano il funzionamento di tali imprese al rilascio di una speciale autorizzazione, devono essere considerate regolamentazione tecnica ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 11, della direttiva 98/34/CE (motivazione 11 della causa C-65/05).

Sentenza del 19 luglio 2012, Fortuna ed altri, C-213/11, C-214/11 e C-217/11 le disposizioni nazionali il cui effetto potrebbe essere di limitare o addirittura impossibilitare gradualmente lo svolgimento di giochi su slot-machines a vincita limitata, in qualsiasi luogo diverso dai casinò e dalle sale giochi, possono costituire “regolamentazioni tecniche”, nella misura in cui si stabilisca che tali disposizioni costituiscono condizioni che possano influenzare considerevolmente la natura o la commercializzazione dei prodotti interessati
1. Una misura che riserva l’organizzazione di giochi automatici ai soli casinò di giochi, deve essere qualificata come «regola tecnica», ai sensi dell’articolo 1, punto 11, della direttiva 98/34/CE.(motivazione 25).
2. l’articolo 1, punto 11, della direttiva 98/34/CE deve essere interpretato nel senso che disposizioni nazionali che potrebbero avere l’effetto di limitare, o addirittura di rendere progressivamente impossibile, l’utilizzazione dei giochi automatici con vincita limitata in luoghi diversi dai casinò e dalle sale giochi, possono costituire «regole tecniche», ai sensi di tale disposizione, i cui progetti devono essere oggetto di una comunicazione prevista all’articolo 8, paragrafo 1, primo comma, di tale direttiva, purché sia dimostrato che tali disposizioni nazionali rappresentano condizioni che possono influenzare in modo significativo la natura del prodotto di cui trattasi o la sua commercializzazione. (motivazione 41)».

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