Nell’ambito della ricerca Eurispes ‘Gioco pubblico e dipendenze nel Lazio – Focus sulla città di Roma’ realizzata attraverso le attività del suo Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie, diretto da Chiara Sambaldi e Andrea Strata è stata analizza l’evoluzione dei dati riferibili ai negozi generalisti e quelli specializzati che offrono giochi, basandosi sul RIES (Richieste Iscrizione Elenco Soggetti) dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che registra i punti vendita con apparecchi, escludendo quindi solo una parte di punti vendita che offrono solo prodotti di lotteria.

I punti vendita generalisti che hanno effettuato attività commerciale con apparecchi, sono scesi dagli 8.545 totali del 2017 a 6.249 a marzo 2019, in conseguenza delle differenti azioni nazionali (riduzione di oltre il 35% degli apparecchi AWP e aumenti del Preu) e locali (in particolare, limitazioni orarie in molti comuni del territorio laziale tra cui Roma 
Capitale).

Il gioco regolamentato nel Lazio (non considerando gli esercizi che rivendano esclusivamente giochi di lotteria quali Lotto, Superenalotto o Gratta&Vinci) genera attualmente redditi da lavoro per 16.254 addetti (redditi equivalenti). Il valore è sottostimato quanto al numero delle persone percipienti reddito in assoluto, in quanto esso riporta a reddito equivalente anche il contributo al reddito, per esempio, degli esercenti generalisti (quota del reddito del punto vendita prodotto dall’ospitare apparecchi da intrattenimento od altri prodotti di gioco).

Il dato non considera, inoltre, i dipendenti delle società affidatarie delle concessioni di gioco, molte delle quali hanno sede nel Lazio. I 16.254 redditi equivalenti generati dalle 6.359 aziende che operano nel comparto gioco regolamentato nel Lazio – delle quali 4.972 esercenti non specializzati, 1.277 esercenti specializzati e 110 attive nei servizi di noleggio, produzione e manutenzione e assistenza tecnica –, sono così suddivisibili: 11.282 sono redditi da lavoro diretti (2.486 in esercizi non specializzati, 7.916 in esercizi specializzati e 880 nelle società di noleggio, produzione e manutenzione); 
4.972 sono i redditi di lavoro indiretti (quelli di esercizi non specializzati per i quali il gioco pubblico è componente essenziale della redditività; in assenza del contributo al reddito dallo stesso gioco pubblico, larga parte di questi esercizi potrebbero essere a rischio per la crisi economica delle attività).

Nel caso in cui venisse applicato quanto previsto dalla legge regionale dell’ottobre 2018 relativamente al distanziometro, alla pratica espulsione dell’offerta attestata per il territorio di Roma Capitale, corrisponderebbe una equivalente contrazione degli occupati regionali per percentuali certamente superiori al 95%.