“Secondo la Relazione 2018 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio, gli operatori che operano nei SerD sono 539, a cui vanno aggiunti gli addetti delle strutture del privato sociale che operano in convenzione e che, solo residualmente, trattano il DGA. Dei 16.822 soggetti presi in carico, 13.060 sono dipendenti da droghe, 2.887 da alcol, 691 sono soggetti con Disturbo da Gioco d’Azzardo, 184 hanno altre dipendenza patologiche. Dunque, per ogni paziente con DGA preso in carico, ve ne sono 4,18 per alcol, 18,9 per droghe“.

E’ quanto si legge nella ricerca Eurispes ‘Gioco pubblico e dipendenze nel Lazio – Focus sulla città di Roma’ realizzata attraverso le attività del suo Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie, diretto da Chiara Sambaldi e Andrea Strata.

“Questi dati inducono, per un verso, a ritenere assai scarsa la capacità delle strutture pubbliche di intercettare i giocatori che, una volta diagnosticati in quanto affetti da DGA, devono essere curati secondo il protocollo disposto dai LEA del 2017; per altro verso, suggeriscono che l’allarme sociale intorno alle dipendenze da gioco sia eccessivo, o, quanto meno, sovrastimato rispetto a quello che dovrebbe essere espresso relativamente ad altre e più incidenti dipendenze. Si segnala, inoltre, che le “nuove dipendenze” (da Internet, da social network, da smartphone, da videogioco, o quelle dei disturbi alimentari) non sembrano entrare nel radar dei SerD. I presi in carico per DGA nelle strutture del Lazio rappresentano il 5,3% del dato nazionale: una percentuale che, riparametrata al dato complessivo dei residenti (circa 6 milioni su circa 60 milioni) attesta una scarsa efficacia della risposta socio-sanitaria della Regione. Il rapporto maschi/ femmine è 5 a 1.

Il comportamento prevalente (poco meno del 60%), è relativo al gioco attraverso apparecchi (AWP, VLT). Da segnalare un aumento nella platea dei nuovi presi in carico in relazione all’area delle scommesse e del gioco attraverso internet. Più del 30% gioca tutti i giorni. Considerando che dichiarare il ricorso ai circuiti illegali rappresenta una sorta di auto-denuncia, è comunque significativo che il 15% dei soggetti presi in carico ammetta di utilizzare circuiti di gioco illegale. Interessante il dato che riguarda i fallimenti terapeutici: il 23% degli utenti totali che soffrono di DGA abbandona la terapia, contro il 14% per i pazienti dei SerD in trattamento per alcol e l’8% di dipendenti da droghe“.

Commenta Alberto Baldazzi, Vicedirettore della ricerca dell’Eurispes: «Volendo trarre un bilancio complessivo dell’attività dei SerD del Lazio, non si può che prendere atto che sia quantitativamente, sia qualitativamente, essa risulta insufficiente. Forse è per questo, in una anche non dichiarata consapevolezza dei limiti dell’offerta socio-sanitaria, che le autorità regionali nelle scorse settimane nell’ambito dell’illustrazione del nuovo Piano Sociale hanno privilegiato una comunicazione incentrata proprio intorno alla lotta al DGA».

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