“Il 18 maggio potrebbero riaprire le agenzie di scommesse, con ingressi contingentati secondo il numero dei terminali e misure di protezione e sanificazione per personale e clienti. Possibile che venga richiesto anche di imporre il divieto di permanenza nelle sale dove i monitor dovrebbero restare spenti. La data suddetta è la più probabile ma anche in questo caso sono possibili sorprese in senso positivo o negativo”, scrive Paolo Lozzi, imprenditore delle scommesse e titolare di cinque agenzie Eurobet.

“Probabilmente il palinsesto delle scommesse si potrà arricchire con l’avvio il 9 maggio della Bundesliga e successivamente degli altri campionati più importanti.
Quale potrebbe essere la situazione dal 18 maggio?
Spese a carico delle aziende per la sanificazione giornaliera dei locali e per la messa in sicurezza del personale preposto all’accettazione delle scommesse.
Palinsesti scarni, con la UEFA che ha imposto come termine ultimo il 27 maggio per poter prendere una decisione circa la ripresa dei campionati nazionali.
Monitor spenti, con divieto di permanenza nelle sale per i clienti.
A questo punto la domanda è d’obbligo: conviene?
Partiamo dall’ultimo punto: un cliente che non può vedere l’evento su cui hai scommesso è un cliente che non scommette. Quindi è praticamente azzerato tutto l’incasso proveniente da giochi Virtual e simulati.
Con la sola Bundesliga che dovrebbe ripartire (e il condizionale è d’obbligo) e con molta incertezza sulla data di ripresa degli altri campionati nazionali, il cliente si troverà davanti un palinsesto con pochi eventi su cui scommettere. I monitor spenti e il divieto di permanenza delle sale va ad eliminare tutto quello che potrebbe essere il guadagno assicurato dalle scommesse LIVE.
Sanificazione delle sale, messa in sicurezza del personale (non tutte le sale hanno le vetrate che separano i clienti dai terminalisti) mascherine, guanti, gel disinfettante e tutto ciò che servirà in questo senso, secondo voi queste spese saranno a carico dello Stato? Lo stesso Stato che non si mobilita per la cassa integrazione dei dipendenti? Lo stesso Stato che lascia alle banche il potere di decidere chi finanziare e chi no?         Ho i miei dubbi.
Se a questo aggiungete il costo giornaliero dei dipendenti e del canone di locazione della sala, il quadro generale è completo.
Un imprenditore che gestisce una sala scommesse, per quella che è la realtà dei fatti ad oggi, aprendo il 18 maggio non riuscirebbe nemmeno a coprire la spese giornaliere di gestione di una sala.
Serve un protocollo serio e concreto da parte di ADM che ci permetta di riaprire in maniera tale che restare aperti abbia senso.
Ripartire così, non serve a nulla.

Sembra solo un tentativo meschino da parte del Governo di passare un colpo di spugna sulle vergognose scelte adottate finora e stare a posto con la propria coscienza.
Ma chi ha la coscienza pulita, non l’ha mai usata…”, conclude in modo provocatorio Paolo Lozzi.

(nella foto Marcello Minenna, Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli)