tar tribunale
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – Il Tar Calabria ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Ministero dell’Interno e la Questura dei Reggio Calabria in cui si chiedeva l’annullamento “del provvedimento Cat. 11E/ Prot. N. 362/D.P.A.S. emesso dal Questore di Reggio Calabria in data 23 novembre 2017 e notificato il 27 novembre 2017di revoca delle autorizzazioni di polizia di pari categoria e prot. n.272/2013/D.P.A.S. e n. 572/2015/D.P.A.S. rispettivamente del 18 febbraio 2014 e del 14 marzo 2016, rilasciate, ai sensi dell’art. 88 del T.U.L.P.S., al sig. (…), nella qualità di Amministratore nonché Rappresentante Legale della Società (…), per l’attività di commercializzazione dei giochi pubblici (raccolta delle scommesse sia sportive che ippiche) di cui all’art. 10, comma 9 octies, del d.l. 2 marzo 2012 n. 16 convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012 n. 44”.

Spiegano i giudici: “Escluso che, nel quadro della sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, le doglianze articolate con il mezzo di tutela all’esame evidenzino profili di fondatezza, sì da consentire un positivo apprezzamento del fumus boni juris inerente alla formulata istanza cautelare atteso che il ricorrente ha posto in essere svariate condotte – quali: a) l’installazione di un numero di apparecchi superiore del triplo a quello richiesto senza preventiva comunicazione relativamente alla variazione in termini numerici degli apparecchi installati; b) la cessione dell’intera quota societaria posseduta ad altro soggetto (condannato per il reato di cui all’art. 378 c.p. e vicino a diverse consorterie mafiose), sconosciuto agli atti dell’Amministrazione, in assenza di qualsivoglia comunicazione; c) l’assenza, all’atto del controllo, del titolare e dei rappresentanti autorizzati) – violative degli artt. 8 e 9 del T.U.L.P.S., integranti gli estremi dell’abuso dell’autorizzazione di polizia e, conseguentemente, idonee a far venir meno il necessario requisito dell’affidabilità; ritenuto, infine, di disporre sulle spese in base al principio della soccombenza; il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – Sezione Staccata di Reggio Calabria respinge la domanda cautelare. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare in favore delle Amministrazioni statali, che liquida in euro 800,00 (ottocento/00)”.

Commenta su Facebook