Come previsto dalla legge, la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza è stata presentata al Parlamento.

Il report viene curato, a cadenza annuale, dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica che è chiamato a svolgere attività di informazione e comunicazione nei confronti dei cittadini per illustrare le attività dell’istituzione, promuoverne la conoscenza e favorirne l’accesso per quanto concerne le prestazioni di interesse pubblico.

“Nel panorama delle realtà criminali, cosa nostra, sebbene fortemente indebolita dall’azione di contrasto, ha continuato ad esprimere un protagonismo affaristico-criminale in un ampio novero di business, compresi i settori del gioco e delle scommesse e la gestione del ciclo dei rifiuti, ma anche la tendenza a ricercare nuove opportunità di affari al di fuori dei territori di matrice e ad infiltrare il tessuto economico attraverso l’acquisizione di aziende in difficoltà.

Le formazioni salentine, pur duramente colpite dall’azione di contrasto, hanno dato prova di resilienza, continuando a gestire i traffici di stupefacenti e armi, che ne rappresentano gli sbocchi illeciti tradizionali, e dimostrando parallelamente una spiccata vocazione affaristica – specie nei settori dell’edilizia, del turismo e del gioco online – sorretta e potenziata dalla capacità di esercitare indebite interferenze nell’apparato amministrativo locale.

Nell’ambito della criminalità organizzata cinese, l’illecito trasferimento dei proventi in madrepatria si è avvalso di sistemi informali di money transfer o di modalità che prevedono la conversione della liquidità in criptovaluta. La ricerca informativa in direzione di quelle realtà ha altresì posto in luce pratiche di riciclaggio (anche mediante l’acquisizione di attività commerciali in diverse aree del territorio nazionale), la costituzione di articolati reticoli societari attraverso i quali giustificare consistenti movimentazioni finanziarie e l’utilizzo, in Italia e all’estero, di case da gioco ove verrebbero depositate consistenti somme di denaro con finalità di money laundering”, si legge nella Relazione.