pucci
Print Friendly, PDF & Email

La Direzione Investigativa Antimafia ha trasmesso l’ultima Relazione sulle attività svolte ed i risultati conseguiti nel secondo semestre del 2017 (periodo di riferimento luglio-dicembre): secondo quanto emerge dalla Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sul report dalla DIA, c’è anche il gioco illegale fra gli ambiti di interesse della criminalità organizzata.

«La relazione della DIA conferma quello che sosteniamo da più di tre anni: la macelleria fiscale dell’ultimo triennio e le restrizioni imposte dalle leggi regionali porteranno l’imprenditore che si occupa di gioco a mollare. È chiaro che con una tassazione così gravosa, e con le banche che non concedono prestiti agli operatori del settore, le imprese cederanno il passo alle organizzazioni criminali. Ma è un rischio che corrono tutti i settori produttivi, non solo quello del gioco».

E’ quanto dichiara Massimiliano Pucci, Presidente As.Tro, commentando la relazione della Direzione Investigativa Antimafia.

«Il rapporto conferma che le infiltrazioni criminali sono più facili nelle aziende e nei settori lasciati da parte dallo Stato. Il nuovo aumento del preu previsto dal decreto Dignità per le slot rappresenta un ulteriore difficoltà per le aziende autorizzate e legali, sempre più a rischio chiusura. Il punto è che quando si distrugge un settore – questo sembra il piano di Governo – la domanda non scompare, ma cambiano i soggetti che fanno l’offerta di gioco. Oggi la fa lo Stato, ma di questo passo, a breve la farà solo la criminalità».

Commenta su Facebook