“Le informazioni riguardo all’uso di sostanze illegali nella popolazione studentesca sono fornite dallo studio campionario ESPAD®Italia che analizza i consumi psicoattivi (alcol, tabacco e sostanze illegali) e altri comportamenti a rischio, come l’uso di Internet e il gioco d’azzardo, tra gli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. Lo studio rappresenta un solido standard per il monitoraggio a livello europeo; essendo condotto da oltre 20 anni permette di studiare l’andamento della diffusione di consumi psicoattivi e comportamenti a rischio, nonché di valutare l’effetto di fattori economici, sociali e culturali sui vari aspetti dei fenomeni analizzati”.

E’ quanto si legge nella relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia – Anno 2020 (dati 2019).

“I poliutilizzatori (di sostanze stupefacenti) si contraddistinguono anche rispetto ad altre condotte “sine substancia” a rischio: riguardo il gioco d’azzardo, secondo il South Oaks Gambling Screen, Revised for Adolescents (Sogs-Ra), infatti, il 20% ha evidenziato un profilo di giocatore “a rischio” e il 31% “problematico” contro, rispettivamente, il 16% e l’8% dei monoutilizzatori. (…) Anche alcuni comportamenti intrapresi dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti contraddistinguono i poliutilizzatori rispetto agli studenti che hanno consumato una sola sostanza: hanno riferito maggiormente di essersi messi alla guida o di essere saliti su mezzi guidati da chi aveva assunto a sua volta sostanze psicoattive, hanno giocato d’azzardo e hanno danneggiato beni pubblici/privati. Risulta inoltre che il 3,9% dei monoutilizzatori ha scommesso denaro in gioco d’azzardo dopo aver assunto sostanze psicoattive, mentre la percentuale sale al 22,3% per i poliutilizzatori. Alla voce “Fare spesso giochi in cui si spendono soldi” il 10,2% è rappresentato dai monoutilizzatori, mentre è del 21,2% per i poliutilizzatori. Per quanto riguarda i poliutilizzatori frequenti quasi l’80% ha un profilo di giocatore d’azzardo “problematico” e il 39% risulta avere un profilo “a rischio” nell’utilizzo di Internet, contro rispettivamente il 10% e il 14% dell’altro gruppo (monoutilizzatori frequenti). (…) Sempre in quota superiore ai monoconsumatori frequenti, in alcuni casi anche con percentuali triple, questo gruppo di consumatori ha, inoltre, guidato sotto effetto di sostanze stupefacenti e/o sono stati passeggeri di conducenti che guidavano pur avendo assunto sostanze e, dopo aver assunto sostanze, hanno danneggiato volontariamente beni pubblici o privati e/o hanno scommesso denaro.

Avere un profilo “a rischio” di giocatore d’azzardo secondo il test di screening Sogs-Ra: 21,0% (monoutilizzatori frequenti) e 6,5% (poliutilizzatori frequenti)

Avere un profilo “problematico” di giocatore d’azzardo secondo il test di screening Sogs-Ra: 10,2% (monoutilizzatori frequenti) e 79,9% (poliutilizzatori frequenti)

Fare spesso giochi in cui si spendono soldi: 17,8% (monoutilizzatori frequenti) e 39,6% (poliutilizzatori frequenti)

Aver scommesso denaro in giochi d’azzardo dopo aver assunto sostanze psicoattive: 15,5% (monoutilizzatori frequenti) e 49,1% (poliutilizzatori frequenti)

Distribuzione percentuale di alcuni comportamenti tra i consumatori “non a rischio” e “a rischio” di cannabis

Fare spesso giochi in cui si spendono soldi: 9,0% (per quelli non a rischio) contro il 16,1% (per quelli a rischio)

Aver scommesso denaro in giochi d’azzardo dopo aver assunto sostanze psicoattive: 3,0% (per quelli non a rischio) e 14,6% (per quelli a rischio)

Nel 2019 sono pervenute 338 schede descrittive di progetti di prevenzione attuati negli istituti scolastici superiori coinvolti nello studio ESPAD: il 46% si riferisce a progetti di prevenzione al consumo di sostanze psicoattive, legali e illegali, il 33% al contrasto dei comportamenti di bullismo e cyberbullismo, il 16% al gioco d’azzardo e il 15% alla guida sicura. (…)

Per il 77% dei progetti di prevenzione del consumo di sostanze psicoattive, l’obiettivo principale è quello di accrescere la consapevolezza degli studenti sui diversi fattori di rischio correlati sia all’utilizzo delle sostanze psicoattive sia all’intraprendere altri comportamenti a rischio, quali ad esempio il gioco d’azzardo, la guida in stato alterato, l’uso non controllato di Internet, responsabilizzandoli nei confronti del proprio stato di salute e sviluppando competenze personali e relazionali finalizzate all’individuazione di stili di vita sani e alla promozione del benessere.

Lo studio ESPAD®Italia, oltre alle domande sui consumi e sulla percezione del rischio e della disponibilità delle sostanze psicoattive, rileva la partecipazione ad attività di promozione del benessere e di prevenzione dei comportamenti a rischio. La metà degli studenti ha riferito di aver partecipato a interventi di prevenzione, soprattutto in riferimento alle tematiche del bullismo e dei consumi di sostanze psicoattive, seguiti da quello relativi all’utilizzo consapevole di Internet, al consumo di tabacco, alla guida sicura e al gioco d’azzardo”.