tribunale

Il Tar Veneto ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro il Comune di Venezia in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del “provvedimento avente ad oggetto conclusione del procedimento di sospensione dell’attività nei locali siti a Mestre (VE), di cui alla licenza rilasciata dalla Questura di Venezia per violazione a quanto disposto dal regolamento comunale in materia di giochi; della comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività, ai sensi del comma 4° dell’art. 15 del citato regolamento comunale in materia di giochi quale sanzione accessoria a seguito di accertate recidive per violazione al comma 2 dell’art. 14 “ORARI”; del regolamento in materia di giochi adottato con delibera del Consiglio Comunale n. 50 del 10.11.2016 del Comune di Venezia pubblicata mediante albo pretorio on-line fino al 10.12.2016; del verbale di accertamento di violazione amministrativa del 18.02.2019 notificato il 12 marzo 2019; del verbale di accertamento di violazione amministrativa del 06/05/2019 notificato il 14 maggio 2019; nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguente degli atti e provvedimenti impugnati, anche se allo stato ignoto”.

Per il Tar: “Considerato che, in base a una sommaria delibazione tipica della presente fase di giudizio, il ricorso non appare assistito dal fumus boni iuris alla luce dei numerosi precedenti emessi da questo Tribunale in tema di riduzione degli orari di esercizio delle sale da gioco o scommesse previste dai regolamenti comunali (ex multis Tar Veneto nn. 417/2018, 445/2017, 130/2017, 128/2017, 114/2016, 119/2016, 753/2015 e 811/2015) e dei principi enunciati da Con. Stato n. 1933/2018, secondo cui “Il Comune può legittimamente prevedere che, in caso di reiterata violazione della disciplina sindacale sugli orari di apertura delle sale da gioco e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, si applichi la misura restrittiva della sospensione dell’attività per un tempo ragionevole, adeguato e idoneo”;

Le sanzioni applicate dal Comune, a seguito della riscontrata, reiterata violazione degli orari di funzionamento (accensione e spegnimento) degli apparecchi per il gioco, non appaiono prima facie viziate da difetto dei presupposti o d’istruttoria; non vi sono evidenze circa la sussistenza di altri vizi di legittimità.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) così provvede:

a) rigetta l’istanza cautelare;

b) compensa le spese della presente fase cautelare”.

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