La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di confisca beni aziendali e personali emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di G.G, 48 anni.

G., unitamente alla moglie e ad altri 40 sodali, nel luglio 2016, era stato colpito da un provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, poiché coinvolto nell’operazione “ALCHEMIA” della Procura Distrettuale Antimafia reggina, che aveva interessato gli elementi ritenuti affiliati alle cosche “RASO-GULLACE-ALBANESE” di Cittanova (RC) e “PARRELLO-GAGLIOSTRO” di Palmi (RC), per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la Pubblica Amministrazione.

Le indagini avevano consentito di evidenziare l’interesse delle consorterie verso diversi settori, quali il movimento terra, l’edilizia, il settore turistico-alberghiero, l’import-export di prodotti alimentari, la gestione di sale giochi e di piattaforme di scommesse on‑line, la lavorazione dei marmi, autotrasporti, smaltimento e trasporto di rifiuti speciali.

Più volte in passato era stato oggetto di vicende penali per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento/distruzione di scritture contabili, falso, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere. Sulla scorta di tali elementi, nel mese di aprile 2018 la DIA, sotto il coordinamento della locale Procura Distrettuale, aveva già sottoposto a sequestro per misura di prevenzione beni aziendali e personali nella disponibilità dell’imprenditore della piana.

Nel procedimento penale “operazione Alchemia”, l’uomo era stato assolto dal reato associativo e di intestazione fittizia con sentenza di primo grado del 18 luglio 2020 del Tribunale di Palmi, appellata dal PM procedente.