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(Jamma) – Scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali, semiresidenziali sociali e sanitarie, luoghi di aggregazione giovanili ed oratori, ma anche i monumenti Unesco presenti in città, cinema e teatri, e per il futuro si valuteranno anche sportelli bancomat, aree verdi non attrezzate, biblioteche e centri sociali per anziani. Anche il Comune di Ravenna, durante il consiglio comunale di martedì pomeriggio, ha approvato all’unanimità la delibera riguardante gli indirizzi per la mappatura dei luoghi sensibili come da legge regionale sul gioco d’azzardo e la sua immediata eseguibilità.

L’assessore Valentina Morigi ha spiegato: “Con l’approvazione di oggi noi di fatto proseguiamo un percorso che questa amministrazione ha intrapreso quattro anni fa. Percorso che grazie ad un associazionismo competente, ad un’azienda sanitaria impegnata e un Comune mosso da una forte volontà politica, ha portato a costituire un tavolo oggi divenuto distrettuale per il contrasto al gioco. La nostra ordinanza sul gioco è stata la prima ed è stata presa come punto di riferimento da parte degli altri Comuni della provincia. Fondamentale poi la modifica del Rue e le risorse investite sulla cultura, con progetti nelle scuole medie ed elementari. Un lavoro che non solo trova sintonia con i dispositivi normativi della Regione, ma che di fatto ha anche individutato per tempo i nodi focali attorno a cui riuscire a costruire un tessuto culturale di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Noi oggi rendiamo attuativi gli indirizzi della delibera regionale del 2016 completando una mappatura della città che va a vietare la possibilità di tenere aperte sale da gioco e scommesse in locali che si trovino ad una distanza inferiore di 500 metri dai luoghi sensibili individuati dalla Regione Emilia Romagna”.

“Ci ritroveremo tra un anno – ha proseguito Morigi – per capire cosa ha prodotto la mappatura che oggi restituiamo alla città, per capire se dovrà essere modificata, restando in attesa che lo Stato cominci a normare in maniera omogenea per tutte le regioni la materia, che oggi è disciplinata a macchia di leopardo”.

“Vorrei ricordare che questo strumento non sarà sufficiente, è solo uno da mettere in campo, ma non basterà a creare quella cultura che isoli il gioco d’azzardo patologico a cui noi puntiamo e su cui dovremo continuare a lavorare – ha aggiunto l’assessore -. La Regione Emilia Romagna sta già stanziando risorse importanti su questo tema, sia per il potenziamento dei Sert sia per i progetti che in Comune già si fanno da anni legati alle giovani generazioni e alla diffusioe di una cultura contro l’azzardo. La vera sfida è lavorare su tutta la partita dell’online e del sommerso, sulle connessioni con situazioni di legalità ‘border line'”.

“Oggi abbiamo segnato un altro piccolo passo avanti nel nostro impegno nel contrasto alle ludopatie – commentano dal Pd – che sappiamo non essere risolutivo ma che, insieme al prezioso lavoro di tante associazioni e dei servizi dedicati, può avvicinarci ulteriormente al nostro obiettivo”.

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