Il volume del mercato del gioco in Italia nel 2017 si è attestato sui 101,8 miliardi, più del doppio rispetto al 2008 (47,5 mld) e quasi sette volte quello del 2003 (15,5 mld). In relazione al Pil, gli italiani giocano circa il doppio dei francesi e quasi il triplo dei tedeschi. Gli incassi per la finanza pubblica arrivano a oltre 10 mld, il costo per gli italiani è di quasi di 19 mld, il settore delle imprese nel 2017 ha potuto contare su 8,6 mld di euro.

E’ quanto si legge nel Rapporto Italia 2019, giunto quest’anno alla sua 31esima edizione e presentato oggi a Roma.

I risultati dell’indagine Eurispes. 3 italiani su 10 giocano. Secondo l’ultima indagine Eurispes, quasi 3 italiani 10 partecipano a giochi con vincita in denaro (28,2%), il 71,8% dichiara di non farlo mai. In particolare, il 18,3% gioca solo dal vivo, il 2% solo on line, il 7,9% in tutti e due i modi. Nel complesso, circa 1 italiano su 10 gioca on line. Tra i 35-44enni e gli over 65 si registrano le più alte percentuali di non giocatori (rispettivamente 76% e 75%). Dai 45 anni in più sono più numerosi della media coloro che giocano solo dal vivo (23,9% per i 46-64 anni, 21,4% per gli over 65). Dai 18 ai 34 anni si trova la quota più alta di giocatori sia dal vivo che online (15%). Le percentuali più elevate di non giocatori si trovano al Sud (77,5%) e al Centro (75,4%); nelle Isole il picco di chi gioca solo on line (4,8%). Il Gratta e Vinci è il gioco maggiormente praticato (l’85% tra chi gioca “qualche volta”, “spesso” e “sempre”), seguito dal Lotto e SuperEnalotto (77,4%), lotterie (62,4%), scommesse sportive (52,7%). Meno diffusi il casino (78% mai) e le scommesse ippiche (75,9% mai).

Diminuisce il divertimento, aumenta la speranza di vincere denaro. La speranza di una grossa vincita è la motivazione che più spesso induce a giocare (27,9%), seguita dalla ricerca di denaro facile (22%) e solo successivamente dal divertimento (21,1%, nel 2009 erano il 27,4%). L’8,2% gioca per occupare il tempo libero, il 5,5% per il brivido del gioco, il 4,7% per tradizione familiare, stessa percentuale dice di volere mettere alla propria la sua abilità, il 3,3% spera di vincere una cifra consistente da donare a chi ne ha bisogno. Circa 3 under 35 su 10 giocano alla ricerca di denaro facile e per puro divertimento, dai 35 anni ai 64 sono superiori alla media coloro che sperano in una grossa vincita (le percentuali sfiorano il 32%).

I comportamenti a rischio. Sono stati poi presi in esame alcuni comportamenti potenzialmente a rischio: se la maggioranza dei giocatori non ha mai avuto la sensazione di trascorrere troppo tempo giocando (60,8%), a quasi un terzo (30,7%) è invece capitato “qualche volta”, al 7,8% “spesso”, allo 0,6% “sempre”. Inoltre, oltre un quarto (26,6%) prova “qualche volta” la sensazione di spendere troppo denaro giocando, il 10% “spesso”, lo 0,6% “sempre”, mentre non capita mani al 62,4% dei giocatori. Tre quarti degli intervistati 74,9% non hanno mai chiesto un prestito per giocare, ma uno su cinque ammette di averlo fatto “qualche volta” (19,1%), il 5,3% “spesso”, lo 0,6% “sempre”.

Promuovere il gioco: prevalgono i contrari. Rispetto alla questione della pubblicità “di Stato” del gioco, gli italiani si dividono. Secondo il 35,4% degli italiani non è giusto che lo Stato promuova il gioco lecito e responsabile mentre il 26,9% è dell’opinione opposta e il 22,5% non sa valutare. In particolare, il 30,6% del campione (giocatori e non giocatori) è contrario perché ritiene che anche il gioco lecito crei dipendenza, il 14,8% perché anche con il gioco lecito si possono perdere grosse somme. Mentre il 16,6% è favorevole perché è un buon modo per scoraggiare il gioco illegale e il 10,3% perché in questo modo i giocatori sono più tutelati.

Slot machine: “l’uomo nero” del gioco. Quali sono i giochi considerato più pericolosi? In cima alla classifica si sono le slot machine: pensa siano pericolose l’83,4% del campione (“abbastanza” 40%, “molto” 43,4%). Seguono i giochi on line per il 78,3% (48,6% “abbastanza”, 29,7% “molto”), poi le scommesse sportive (71,8%), i Gratta e vinci (66,7%), il Bingo (65,3%).

Gioco illegale: lo conosce 1 su 4. Oltre 7 italiani su 10 non hanno conoscenza diretta o indiretta dell’esistenza di circuiti di gioco illegale. Oltre un quinto (22,3%) ne è conoscenza ma non ne ha partecipato, il 4,7% ha anche partecipato. Nel complesso, oltre 1 cittadino su 4, non necessariamente giocatore, conosce circuiti di gioco illegale.