A pochi giorni dall’avvio, in Consiglio Regionale della Puglia, della discussione sulla proposta di modifica alla legge sul gioco d’azzardo la situazione continua ad essere piuttosto confusa.

La modifica in questione prevede infatti il divieto di apertura di nuovi punti di gioco legale “nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di secondo grado, dalle università e dalle biblioteche pubbliche. L’autorizzazione è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza”.

Una soluzione che però non vede d’accordo tutti gli operatori coivolti, che peraltro hanno già annunciato una manifestazione che si terrà nella stessa giornata davanti alla sede del Consiglio Regionale. Anzi. Secondo indiscrezioni raccolte in questi giorni la proposta di legge in questione, che in sede di voto in Commissione ha registrato l’astensione dell’opposizione, potrebbe passare al voto dell’Aula. Il nodo centrale però resta quello delle autorizzazioni già concesse e che, senza un intervento legislativo, da qui a pochi giorni, se non si saranno adeguate al distanziometro dei 500 metri, potrebbe essere costrette alla chiusura. Per alcuni infatti la modifica in questione dovrebbe salvaguardare solo la situazione esisente, ovvero i punti di gioco già autorizzati e le cui licenze a breve potrebbero essere revocate con la scadenza dei sei mesi di ‘proroga’ concessi a fine 2018.

La proposta di modifica, che esclude dal rispetto delle distanze minime le sale che ospitano apparecchi di puro intrattenimento, chiarisce che nuova ‘istallazione’ si riferisce alla istallazione di nuovi e aggiuntivi apparecchi, esclusa ‘ la sostituazione di apparecchi esistenti.  Il trasferimento dell’attività in altro locale è equiparato a nuova apertura’.

Va ricordato che la proposta di modifica in questione, al primo punto, dove si parla di distanza minima di 250 metri, è finalizzata a ‘porre rimedio a quella che, a tutta evidenza, parrebbe un refuso nel testo della legge n. 43/2013, dal momento che la disciplina attualmente vigente prevede che non possano essere rilasciate autorizzazioni per l’esercizio di questa attività in un raggio “non inferiore a 500 mt” da una serie di luoghi sensibili (scuole, parrocchie, centri di aggregazione giovanile ecc.). L’obiettivo dell’articolo 4 è, quindi, quello di impedire il rilascio di autorizzazioni “in un raggio inferiore a 500 metri” dai suddetti luoghi sensibili’.

Domenico Santorsola (primo firmatario proposta di legge): tutelati gli interesse dei gestori

Secondo Domenico Santorsola, consigliere regionale e primo firmatario della proposta di legge, la riduzione delle distanze minime da 500 a 250mt  dai luoghi sensibili e l’aver anche ristretto la tipologia dei luoghi sensibili rappresenta un tentativo per ‘potenziare le misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, cercando di tutelare da un lato i legittimi interessi dei gestori e dall’altro arginando l’offerta di gioco sul territorio pugliese’.

I rappresentati del Movimento Cinque Stelle hanno presentato una sere di emendamenti alla pdl già bocciati in Commissione e che mirano ad ampliare la tipologia dei luoghi sensibili. Oltre a scuole e biblioteche i pentastellati chiedono di includere “giardini pubblici, stabilimenti balneari, istituti di credito e sportelli bancomat”. Dallo stesso gruppo anche la proposta di introdurre una norma transitorio che concederebbe agli esercenti le attività esistenti di adeguarsi a lle nuove disposizioni entro i diciotto mesi successivi alla data della entrata in vigore della nuova norma.