Sono andati oggi in decisione al Tribunale Amministrativo del Lazio, Seconda Sezione,  due ricorsi promossi da concessionari di scommesse e relativi al prelievo dello 0,5% sulla raccolta per il Fondo salva sport.

Il prelievo è stato introdotto con un decreto del maggio 2020 e viene applicato alle scommesse sportive a quota fissa, scommesse a quota fissa su simulazione di eventi,
concorsi pronostici ippici, scommesse di ippica nazionale, scommesse ippiche a totalizzatore, scommesse ippiche a quota fissa, multiple a riferimento, concorsi pronostici sportivi, scommesse sportive a totalizzatore e scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori. 

La misura, in vigore fino al 31 dicembre 2021, ha la finalità di aiutare le società sportive duramente colpite dalla crisi dell’emergenza epidemiologica del Covid-19. E’ stato stabilito un tetto massimo che per l’anno 2020 è fissato a 40 milioni di euro, mentre per il 2021 sale a 50 milioni di euro.

Con i ricorsi al Tar sono state impugnati la circolare e decreto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con cui l’amministrazione ha recepito la norma di legge e indicato i criteri di calcolo del prelievo termini e modalità di pagamento a carico dei concessionari.

Sono state sollevate eccezioni sulle modalità di calcolo del prelievo sulla irrazionalità complessiva della norma che ha esteso a tutte le tipologie di eventi anche ippici e a tutti operatori online e terrestri.

I ricorrenti hanno sollevato anche la questione della irrazionalità sui criteri di calcolo prelievo previsti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il collegio ha riservato decisione.