Il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman Institute, Alessandro Bertoldi, ha aperto il convegno “GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO – ISTRUZIONI PER UN CORRETTO CONTRASTO” tenutosi quest’oggi a Portogruaro (Ve), parlando del pericolo delle pesanti ricadute economiche e sociali del regolamento promosso dall’Amministrazione nei giorni scorsi che vuole limitare con orari intermittenti le attività di gioco e premiare chi toglie le slot. Sulle restrizioni orarie la bocciatura degli esperti è netta, mentre viene giudicato bene l’idea di premiare chi volontariamente vuole togliere le slot con detassazione e incentivi.

Bertoldi infine ha definitivo “scandaloso il fatto che non si tenga conto del parere degli esperti e degli studi esistenti che bocciano le restrizioni orari dicendoci che addirittura danneggiano i giocatori ed in particolare quelli patologici. Sono basito considerando che io stesso ho spiegato all’Assessore Geronazzo la questione, auspico l’Amministrazione faccia le opportune modifiche alla proposta pericolosa avanzata ieri”.

Il Prof. Cesare Guerreschi, psicologo e psicoterapeuta, fondatore della Società Italiana Intervento Patologie Compulsive, ha dichiarato: “L’interruzione oraria quale misura per contrastare il disturbo da gioco d’azzardo grida vendetta davanti al cielo, non c’è niente di più dannoso che interrompere il giocatore mentre gioca, la conseguenza è la dissociazione e non sappiamo cosa accade in questa fase nella sua testa, ma siamo sicuri che aumenta bel giocatore la voglia di giocare con maggior compulsività”.

È della stessa opinione anche il presidente dell’Associazione La Sentinella, Dott. Luigi Nevola, che citando il caso del proibizionismo a Bolzano, dove dopo i divieti contro il gioco lecito sono proliferati su tutto il territorio totem da gioco illegali sequestrati soltanto dopo 2 anni e grandi sforzi tecnico giuridici delle Forze dell’Ordine, parla di “Amministrazioni che sempre più spesso danno involontariamente sostegno alla criminalità organizzata vietando il gioco lecito”.

L’On. Giacomo Bezzi, già deputato e consigliere regionale del Trentino Alto Adige dice che “Oggi c’è senza dubbio un problema di formazione dei politici, non c’è più la gavetta e non ci sono più le scuole di formazione. La superficialità di affrontare le situazioni analizzando gli algoritmi dei social networks vuol dire non fare bene l’Amministratore, ma cercare solo il consenso. Oggi sta accadendo questo. Chi amministra e chi governa se non studia e si informa fa un danno alla società e non è un buon amministratore. Qui ci sono le evidenze scientifiche che dimostrano che la frammentazione oraria è un danno e un errore. L’economia emozionale va gestita, l’etica e la morale sta ai singoli imprenditori. Gli imprenditori non devono essere sottomessi alla logica del marketing politico, ma lottare per la propria libertà.” Conclude Bezzi.

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