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(Jamma) – L’avv.Marco Ripamonti, che da venti anni è uno dei legali più esperti ed affermati in materia di gioco, dalle AWP, al gioco terrestre (poker) ed on line ed alle scommesse, interviene sulle dichiarazioni rese dal Presidente CONI circa il mancato riconoscimento della disciplina del poker sportivo ed afferma: “Quando si parla di poker sembra sempre scattare una sorta di imbarazzo, diffidenza e presa di distanza sopratutto da parte di chi riveste un ruolo istituzionale. In realtà sarebbe sufficiente conoscere le regole del poker sportivo ed aver partecipato o assistito a qualche torneo per comprendere come il poker sportivo si caratterizzi in una disciplina effettivamente sportiva che per dare soddisfazione e risultati a livello agonistico richiede capacità di concentrazione, impegno ed allenamento, atteso che l’esito del torneo dipende perlopiù dalle capacità dei partecipanti, anche riguardo all’ottimizzazione delle componenti aleatorie del gioco.

Al di là del riconoscimento, o meno, da parte del CONI, mi risulta comunque che siano diverse le associazioni sportive affiliate il cui statuto contempli nell’oggetto anche l’organizzazione di tornei di poker sportivo, oltre a diverse altre discipline.

Forse sarebbe il caso, ormai, di conferire al poker sportivo un vero e proprio diritto di cittadinanza tra le discipline sportive, atteso che già in giurisprudenza sembra sempre più rafforzato l’orientamento teso ad escludere che tali tornei di poker sportivo possano integrare forme di illecito.

Un vero e proprio riconoscimento potrebbe, peraltro, basarsi su parametri condivisi e tali da evitare possibili degenerazioni ed equivoci interpretativi”.

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