piemonte consiglio
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“Non siamo assolutamente disponibili ad alcuna modifica ulteriore della normativa sul gioco d’azzardo patologico. Già l’attuale norma non ci vede completamente soddisfatti, anche se è comunque una norma che può avere un suo significato, quel che è certo è che non siamo disponibili ad ulteriori modifiche”.

E’ quanto dichiarato da Davide Bono, consigliere M5S della Regione Piemonte, intervenendo questa mattina nella discussione sulla “Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale”.

“In I Commissione ieri si è palesata questa richiesta, irrituale, del presidente Boeti, di voler ricevere una ulteriore delegazione di lavoratori e aziende del gioco d’azzardo. Non siamo più disponibili” ha aggiunto il consigliere.

Nel corso dell’esame in Commissione sono stati presentati alcuni emendamenti – che saranno nuovamente dibattuti in Aula – per modificare la legge regionale sul gioco.

Nettamente contrario alle modifiche anche il consigliere Giorgio Bertola (M5S): “Una questione molto importante che rimane aperta è quella della legge regionale del 2016 sul contrasto al gioco d’azzardo patologico. Dopo gli attacchi ricevuti nei mesi scorsi, anche da parte del passato Governo, dopo le pressioni in Consiglio Regionale per far cambiare questa legge siamo qui ancora a doverla difendere, mentre dovremmo essere nella fase in cui occuparci di farla applicare, per far sì che sia utile.

Siamo sottoposti agli attacchi di chi non l’ha potuta votare in quest’Aula, perchè fisicamente non c’era in consiglio regionale. Questa è una legge votata all’unanimità che ha resistito anche a diversi ricorsi. Non vorremmo, visto che si va verso un periodo elettorale, che qualcuno vada a cercare nicchie di consenso lasciate libere da altri. Sarebbe stato grave se fossero passati alcuni emendamenti presentati in Commissione. In particolare ce ne era uno che andava a rendere completamente inutile la norma sulle distanze. Una delle norme più importanti della legge. Noi non eravamo disponibili prima a quel tipo di modifiche e non lo siamo neppure ora in Aula. Qualsiasi tipo di blitz in Aula verrà da noi fortemente contrastato con tutti i metodi che il regolamento ci mette a disposizione. E’ stato invece applicato un correttivo per quelle sale nelle cui vicinanze viene creato un luogo sensibile, e quindi finiscono per non rispettare più il distanziometro. Gli viene dato un tempo per adeguarsi, anche se a nostro avviso era meglio la prima versione che prevedeva un tempo di adeguamento più breve. Si tratta di un ulteriore elemento di criticità che può dare adito a nuovi contenziosi su cui non siamo d’accordo”.

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