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Sono 12 i rappresentanti del lavoratori del gioco legale che a breve chiederanno al Consiglio Regionale del Piemonte di essere auditi in riferimento alla crisi occupazionale conseguente all’entrata in vigore della norma regionale che introduce restrizioni all’attività di gioco lecito. Sono, come da loro specificato, lavoratori organizzati in un comitato spontaneo , apartitico e senza sigle associative.

La scorsa settimana in un numero ben più nutrito hanno manifestato fuori la sede del Consiglio chiedendo un incontro con gli amministratori regionali.

I rappresentanti oggi chiederanno di esprimere le loro preoccupazioni circa gli effetti del regolamento e la crisi delle imprese del comparto. Gli stessi hanno predisposto una dettagliata documentazione che dimostra come l’introduzione del distanziometro per slot e attività di gioco , con effetto retroattivo, sta portando alla chiusura di moltissime attività commerciali.

“So che sono in arrivo degli emendamenti da inserire in un disegno di legge che dovremo approvare, il mio compito sarà di fare l’arbitro. Si vede che non siete qui a perder tempo ma a difendere i posti di lavoro e noi non abbiamo interesse a toglierli, la politica dovrebbe avere un unico grande obiettivo: migliorare la qualità della vita dei cittadini e questo passa attraverso il lavoro e la casa”, aveva detto solo una settimana fa ai lavoratori che stavano manifestando a Torino Nino Boeti, presidente del Consiglio Regionale del Piemonte.

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