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L’Aula del consiglio regionale del Piemonte ha bocciato tutti gli emendamenti sul gioco d’azzardo, con particolare riferimento al distanziometro, presentati dai consiglieri Tronzano (Fi) e Cassiani (Pd).

“Si ricordi la vicenda relativa al distanziometro e alla prima importante ordinanza venuta dal Tribunale di Torino. E’ evidente che si apre una falla sulla funzionalità di questo distanziometro. In una città come Torino o nei capoluoghi di provincia, tenendo conto dei luoghi sensibili si esclude di fatto in modo categorico un’attività lecita dal territorio. Con due problemi conseguenti, si vieta un’attività lecita in alcune zone dell’Italia e in altre no. Il che è discriminatorio dal punto di vista dell’articolo 3 della Costituzione. Secondo problema alcuni cittadini hanno la possibilità di svolgere attività legale in un luogo altri no. Questo è un fatto che ritengo importante, spero che il Consiglio ne tenga conto o in futuro ci si possa tornare su con un ragionamento più compiuto”.

E’ quanto dichiarato in consiglio regionale del Piemonte dal consigliere Luca Cassiani (Pd) prima del voto sugli emendamenti.

Per il consigliere Andrea Appiano (Pd): “La legge mira a prevenire il Gap, su questo è tarato il fatto di non permettere di far avere tante macchinette vicino a punti sensibili o l’utilizzo degli apparecchi H24. I dati in controtendenza sul volume delle giocate del Piemonte rispetto a quelli nazionali non credo siano frutto del caso, anche se non si ha la certezza matematica di quanto abbiano influito il taglio degli orari e le distanze. E’ chiaro che il tema giuridico è quello del bilanciamento di interessi diversi, l’attività economica da un lato e la tutela della salute dall’altro. Il Tar nelle diverse ordinanze che hanno negato la sospensiva ha spesso detto che non veniva concessa e le ordinanze venivano confermate perchè si riteneva che l’interesse verso la salute fosse preminente. Sul distanziometro la Corte Costituzionale si è già pronunciata nel 2017 riguardo alla Puglia, dicendo che non è illegittimo. Certo la Corte potrebbe cambiare parere se venisse evidenziato che il bilanciamento degli interessi fosse troppo sperequato da una parte. Sulla retroattività non parlerei perchè la nostra legge non ha un effetto retroattivo. Se si vuole tornare a trattare del bilanciamento degli interessi non credo che l’Omnibus e i toni accesi visti in questi ultimi mesi siano uno strumento utile al riguardo”.

Per il consigliere Andrea Tronzano (Fi): “I toni non possono non essere accesi su temi così importanti. Mi fa piacere l’apertura del consigliere Appiano, se il bilanciamento degli interessi può avere un senso, lavoriamoci, non lasciamo cadere nel vuoto questa proposta. Come possiamo fare? Si può aprire in Commissione qualche ragionamento? Per noi la tutela della salute è importantissima, non vogliamo abbandonare le famiglie che hanno il problema del gioco patologico, ma al tempo stesso prevenzione non vuol dire espulsione dal circuito economico. Su questo aspetto bisognerà riflettere, nei prossimi mesi”.

Per il consigliere Domenico Rossi (Pd): “Molte delle cose dette da Appiano le condivido. Noi non possiamo comprendere il perchè le Regioni sono intervenute in questo senso sul tema del gioco d’azzardo se non valutiamo il contesto. Negli ultimi 30 anni siamo diventati un Paese dove il gioco prima costituiva pericolo e ora è qualcosa di lecito e addirittura da spingere, perchè più persone giocano e più soldi entrano nelle casse dello Stato. Questa contraddizione non si può risolvere chiedendo al Piemonte di fare un passo indietro, ma chiedendo al Paese di rivedere la politica tenuta su questo tema negli ultimi decenni. L’Italia è il quarto Paese in assoluto nel mondo per perdita al gioco. La questione dell’andamento è importante, è evidente che servirebbe anche qui una politica integrata con altre Regioni, ma credo che il Piemonte sia un laboratorio anche per gli altri per capire se quello che sta succedendo può essere di aiuto. Di sicuro gli effetti sulla prevenzione non possono essere valutati nell’immediato, ci vogliono anni e non mesi”.

Di nuovo Tronzano (Fi) in merito all’emendamento 2 sulla retroattività della legge: “Se vogliamo andare nella direzione indicata da Appiano in merito alla prevenzione, questo emendamento sostanzialmente modifica l’effetto retroattivo e le distanze di 500 metri. Oggi in Piemonte contiamo già circa 10mila congegni in meno. In Italia i posti a rischio sono 150mila”.

Per Cassiani (Pd): “Nessuno ha mai messo in dubbio la giustezza delle decisioni con cui la Regione si occupa dei soggetti con problemi di gioco patologico, la formazione, l’informazione ecc. ma la vicenda vera riguarda il distanziometro, per capire se questo punto pone alcuni imprenditori in posizione sfavorevole rispetto ad altri di altre Regioni”.

Appiano (Pd) ha quindi precisato: “Mi fa piacere che siamo tutti d’accordo sul fatto che le Regioni hanno potestà legislativa sui distanziometri in materia di gioco d’azzardo. Semmai la valutazione che potremmo fare, con una mappatura seria in mano in merito al bilanciamento degli interessi diversi, è non sulla misura del distanziometro in quanto tale ma sull’applicazione concreta tenendo conto del quadro geografico e della densità abitativa della nostra Regione. Ribadisco che non abbiamo introdotto una norma retroattiva. Stiamo valutando una misura per prevenzione in campo sanitario e di salute, quindi se non si considera di intervenire sull’esistente è come se decidessimo di non intervenire. Se non applichiamo la norma a ciò che c’è è come dire non facciamo nulla. In merito agli accordi nazionali mi auguro che lo Stato prima o poi voglia legiferare in materia”.

Ancora Tronzano (Fi): “Far normare il gioco da quelli dei 5 Stelle è come mettere Poldo in una paninoteca. Credo che dovremmo ragionare considerando anche la libertà d’impresa. Con l’emendamento 5 si cerca di omogeneizzare gli orari di chiusura del gioco”.

Cassiani (Pd): “Sono sempre scontento quando le vicende politiche approdano nelle aule giudiziarie. C’è stata una richiesta forte da parte degli imprenditori e dei lavoratori, per la prima volta ho visto tutte le categorie degli imprenditori insieme ai sindacati a fare la stessa manifestazione, fatto straordinario. Ci sono tantissimi ricorsi. Se noi deleghiamo alla magistratura le decisioni politiche perchè non siamo in grado di ragionare insieme non facciamo un bel servizio alla politica. E anche su questa vicenda sarà la Corte Costituzionale a decidere, mi auguravo fossimo noi, fanno bene coloro i quali si rivolgono ai tribunali”.

L’assessore Pentenero: “Stiamo lavorando su una norma volta a prevenire e contrastare il fenomeno della ludopatia. Quindi l’ambito di intervento è stato coraggioso e i numeri non possono essere interpretati, i milioni di perdita dei cittadini sono rilevanti. Noi ci siamo mossi solo nell’ambito delle competenze regionali. Non andiamo a toccare la potestà legislativa dei Comuni. I tecnici ieri ci hanno spiegato come spesso la distanza possa essere un deterrente sul quale lavorare per ridurre la ludopatia. Occorre avere la pazienza di analizzare i dati che arriveranno per giungere a conclusioni finali, che potranno essere anche di altra natura ma al momento dobbiamo attenerci alla fotografia attuale che evidenzia il calo del gioco. E’ chiaro poi che ci sono altre forme di gioco, ma è evidente che queste non siano immediatamente fruibili e utilizzabili e quindi in qualche modo abbiamo ridotto un po’ il dato dei malati di Gap”.

Tronzano (Fi): “Sarebbe utile un tavolo di confronto tra la Regione, i soggetti del settore gioco e gli operatori sanitari per valutare l’andamento del fenomeno. Visto il Decreto Dignità che prevede che entro 6 mesi il Governo dovrà legiferare sul tema del gioco chiedo che venga sospesa la legge sui giochi in generale e la norma che prevede il distanziometro. Potremmo bocciare l’emendamento 8 che riguarda tutta la legge e approvare il 7 sul distanziometro, che è quello che sta creando il danno maggiore a chi ha già investito. Organi importantissimi hanno detto che il distanziometro non serve”.

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