Operazione “Master Cleaner” dei Carabinieri del Comando provinciale di Pescara, in corso dall’alba di oggi, venerdì 17 dicembre. I militari dell’Arma stanno eseguendo 5 misure cautelari personali e varie perquisizioni nelle province di Pescara, Chieti e Ravenna.

Le indagini si sono protratte per circa un anno ed hanno consentito di individuare 13 indagati per i reati di per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 co 1 e 1bis DPR 309/90), esercizio abusivo di attività finanziaria (art. 132 D. L.vo 385/93 T.U.L.B.), trasferimento fraudolento di valori (512 bis C.P.). Per quest’ultimo reato sono state eseguite anche le misure cautelari reali del sequestro preventivo di una agenzia di scommesse a Pescara, tre conti gioco, tre motocicli ed un’autovettura.

I provvedimenti sono stati disposti dal Gip (giudice per le indagini preliminari) del tribunale di Pescara su richiesta della locale Procura a seguito di indagini svolte nei confronti di appartenenti a un gruppo dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, esercizio abusivo di attività finanziaria e trasferimento fraudolento di valori, operante nel capoluogo Pescarese.

Il focus investigativo dell’intera indagine è R.M., 41enne, già noto per i suoi trascorsi penali. L’intento è stato quello di dimostrare come il predetto, grazie alla compiacenza di personaggi a lui vicini, reimpiegasse il denaro provento di attività illecita, nello specifico lo spaccio degli stupefacenti, in attività all’apparenza lecite.

L’obiettivo più importante, nell’ambito delle attività commerciali, si è rivelata una sala scommesse che, attraverso puntuali riscontri è risultata tutt’ora nella disponibilità di R.M., ma con autorizzazioni intestate ad una persona di sua stretta fiducia, A.B., che pure figura tra gli indagati e che dovrà rispondere di concorso nel reato di “trasferimento fraudolento di valori”. R.M. è risultato il coordinatore di fatto della sala scommesse, colui che prendeva le decisioni più importanti, fornendo l’impostazione manageriale dell’attività in stretto rapporto con A.B.

“Riuscire a dimostrare il trasferimento fraudolento di valori, disciplinato dall’art.512 bis del c.p., in capo ai predetti soggetti, è stato un passaggio fondamentale dell’intera indagine, poiché, nell’ambito di diverse attività investigative si stanno verificando sempre più circostanze nelle quali, persone gravate da precedenti penali o comunque indagati in procedimenti spesso connessi con l’usura e lo spaccio di sostanze stupefacenti, nel momento in cui vengono trovate in possesso di consistenti quantità di denaro, esibiscono titoli relativi a vincite di gioco che dimostrerebbero, in maniera difficilmente incontrovertibile, la provenienza lecita del denaro” spiegano gli inquirenti.

E ancora: “Durante le investigazioni sono stati richiesti alla società di scommesse, in varie fasi, gli elenchi dei conti gioco accesi presso la citata sala scommesse. Tali acquisizioni consentivano di appurare, come persone apparentemente quasi sull’orlo dell’indigenza, tanto è vero che alcuni di questi sono percettori di reddito di cittadinanza, erano in grado di convogliare sui conti gioco, in un arco temporale significativamente ristretto, decine di migliaia di euro. Da subito sono emerse in maniera eclatante le movimentazioni di denaro di alcuni soggetti, ritenute assolutamente sperequate rispetto alle loro reali possibilità.

Il meccanismo dei conti gioco rappresenta un vero e proprio sistema di ripulitura del denaro, circostanza dedotta dall’esame dei conti gioco ove viene iniettato denaro di provenienza illecita e prelevato denaro frutto di vincite lecite. Un meccanismo apparentemente in perdita ma che tuttavia consente di disporre di ingenti somme somme di denaro ripulite”.

Durante le perquisizioni all’interno della sala scommesse è stato coinvolto anche personale dei Monopoli di Stato per ulteriori controlli.

All’esecuzione delle misure hanno proceduto circa 70 militari del Comando Provinciale di Pescara, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Chieti e Ravenna nonché del V Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pescara e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Chieti.