(Jamma) – Patrizio Perla, consigliere nazionale SAPAR, ha riassunto in una lettera aperta indirizzata al sottosegretario Pier paolo Baretta il sentimento degli operatori e la situazione nel settore degli apparecchi automatici da intrattenimento.


Egregio (è formale) Sottosegretario.
Chi le scrive è Patrizio Perla da diversi decenni operatore dell’automatico da intrattenimento, credo sia superfluo aggiungere altri particolari per presentarmi in quanto, la condivisione di un comune amico ci ha già permesso di incontrarci nel suo ufficio del Ministero dell’Economia, proprio agli albori in cui ha ricevuto la delega ai giochi.

Il nostro “intermediario” si è prodigato con impegno e serietà per organizzare l’incontro facendosi da garante tra due soggetti ai quali era legato ad uno, da una grossa amicizia personale, e dall’altro da tanti anni di militanza comune, seppure in categorie diverse, nello stesso sindacato in Veneto.

L’incontro è stato cordiale e franco con una sua grande disponibilità all’ascolto ed al confronto, anche se alcune sue affermazioni mi avevano allarmato, sono stato rassicurato dal mio amico sulle Sue qualità morali e personali.

Non voglio fare la crono storia ma dopo un periodo interlocutorio con tutti i soggetti, comprese le associazioni di categoria, ad un certo punto improvvisamente le sue posizioni si sono radicalizzate fino al punto di manifestare con chiarezza la volontà di voler cancellare totalmente una categoria di lavoratori che operano tra l’altro per conto dello Stato.

Cosa è successo? Cosa Le ha fatto cambiare così radicalmente l’atteggiamento verso il settore?

È il frutto di cieca obbedienza a scelte politiche o economiche imposte dall’alto?

È cosa risaputa che dai vertici del suo partito sono arrivate ai vari Comuni e Regioni dove governate indicazioni nel merito, oppure magari è il prezzo da pagare a seguito di accordi con soggetti terzi che si sono presentati all’incasso, anche se passa sulla testa di migliaia di lavoratori?

Non voglio assolutamente pensare e credere che Lei calpesti e tradisca la sua storia nel sindacato! Però diversi dubbi a me persona di poca buona fede mi vengono, la prego mi aiuti a scioglierli. Non capisco le sue dichiarazioni del 15 maggio c.m in risposta ad un non meglio autoproclamato coordinatore dove Lei afferma che “ci sono troppi concessionari e gestori per un mercato che sta cambiando”.

Egregio (è formale) Sottosegretario, i concessionari sono stati voluti fortemente dalla politica la stessa ha poi ben pensato di aumentarli di numero (da 10 a 13). Non sono un difensore dei concessionari ma Le vorrei ricordare che tali soggetti hanno pagato fior di quattrini per un diritto riconosciuto dalla legge. Per quanto riguarda i gestori categoria della quale mi onoro di appartenere, Le vorrei ricordare che svolgono un ruolo essenziale nella filiera del gioco lecito, che hanno fatto investimenti importanti sulla base di un contratto garantito dallo Stato, che dalla politica è stato disatteso e modificato in corso d’opera (aumenti del PREU, richiesta di 500 milioni di euro etc…).

Non so se la sua affermazione è una forma populista contro il gioco per avere un qualche consenso elettorale, ma populismo per populismo le potrei rispondere che gli unici soggetti che sono troppi in questo Paese sono proprio i politici!

Nella sua dichiarazione nega di “dirottare i giocatori verso le sale VLT per le quali propongo di ridurre da 500 euro a 100 euro la GIOCATA MASSIMA”. Ha poi perfezionato il concetto nell’audizione al Senato del 17 maggio dove ha affermato che “nelle VLT la riduzione a 100 euro è un intervento deciso, tra l’altro contro il riciclaggio”.

Primo punto – riduzione- sta semplicemente, sicuramente in buona fede, confondendo l’INTRODUZIONE delle banconote che si possono inserire con la GIOCATA che rimane sempre a 10 euro a colpo contro 1 euro del AWP.

Secondo punto – il riciclaggio- se inserisco 20 volte una banconota da 100 euro è la stessa cosa oppure è diverso rispetto all’inserimento di una banconota da 500 euro per 4 volte?
IL riciclaggio è un problema di importo o di tempo?

Riporto testualmente quanto Lei ha affermato durante l’audizione al Senato “per quanto riguarda le VLT, se consideriamo anche le AWP, non esiste, di regola, un automatismo del rapporto 100/14%, questo è il punto per il quale c’è una sproporzione. Inoltre le AWP stanno per strada mentre le VLT si trovano in punti che noi vogliamo qualificare”.

Primo punto – l’automatismo – che Lei dimostra di non conoscere, sicuramente in buona fede, è stabilito dalla legge del 3 agosto 2009 n. 102 (09411482) (G.U.n 228 del 1-10-2009) art.21 comma 7 lettera b. Tale articolo 21 comma 7 è stato poi ripreso dai decreti direttoriali AAMS, Monopoli di Stato, tra cui il Decreto Direttoriale 6 agosto 2009 concernenti l’avvio di sistemi di gioco di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b del TULPS.

Secondo punto – il rapporto “tra le 50 mila ca VLT e le 400 mila ca AWP” – probabilmente Le sfugge, sicuramente in buona fede, che nonostante la “sproporzione” dai dati del libro blu del Monopolio di Stato le due tipologie di apparecchio in queste proporzioni raccolgono circa lo stesso importo. È chiaro perciò che parliamo di macchine da guerra contro un’arma bianca, il voler aumentare di altre 4.400 (legge di stabilità 2016) per arrivare alle 10.000 sale significa rendersi responsabili di un genocidio di proporzioni inaudite.

Se questi sono i luoghi da “qualificare” ben vengano i presidenti di Regioni e/o Sindaci ed Assessori che si oppongono e che hanno tutto il nostro appoggio perché nessun operatore onesto vuole rendersi complice di tale irreparabile danno sociale. Personalmente, e non sono il solo, preferisco che venga proibito TUTTO IL GIOCO senza ipocrisia e falsi moralismi, perché le AWP sono diventate il parafulmine, il capro espiatorio per distrarre l’attenzione su prodotti di VERO azzardo come le VLT ma anche tutto l’ONLINE, il 10 E LOTTO per arrivare agli immorali grattini da 20 euro. Sicuramente, vista l’accelerazione di passo di questi ultimi giorni, questa mia rimarrà lettera morta ma tanto dovevo per pura onestà. Non gradirò neanche due righe come quelle che il 13 marzo 2017 ha inviato ad AGCAI che riporto testualmente: “L’elenco delle imprecisioni, dei pregiudizi, e delle inutili provocazioni presenti nel comunicato di AGCAI meritano l’organizzazione di un evento/convegno chiarificatore. Prendiamo i contatti (l’indirizzo della mia segreteria è (segreteria.baretta@mef.gov.it) e fissiamo una data”. La data venne fissata e concordata per il 19 aprile al Frentani ma Lei non si presentò, come diede forfait ad un altro appuntamento fissato e concordato con la SAPAR al Senato per il 12 aprile. Concludendo faccio delle considerazioni:

1) Lei si sta assumendo una grande responsabilità, quella di far perdere il lavoro a circa 300 mila persone, con dei costi enormi per il Paese, sia economici che sociali, il tutto favorirà pochi e ben definiti soggetti oltre che la malavita.

2) Questo potere decisionale Lei lo esercita in virtù dell’incarico che ricopre ma ci terrei a precisare e ricordarLe due piccole cose: a) Lei è un Onorevole eletto in questo Parlamento della Repubblica con una legge INCOSTITUZIONALE. b) Lei è sottosegretario di un governo (il quarto) di non eletti. So già che risponderà che l’incarico lo dà il Capo dello Stato, ma il prescelto alla sua formazione dovrebbe rappresentare la volontà della maggioranza espressa con il voto dai cittadini e non con gli inciuci di partito o palazzo. L’ultima volta che ci hanno chiamato al voto credo che nel nostro Paese non ci fosse più neanche la lira ma i sesterzi!

3) I titolari ed i dipendenti e le famiglie delle circa 6.000 (seimila) aziende di noleggio, i titolari ed i dipendenti e le famiglie delle aziende costruttrici e di commercializzazione, i titolari ed i dipendenti e le famiglie dei quasi 100.000 esercizi pubblici che dovranno chiudere e si vedranno privati del sacrosanto diritto al lavoro, sancito ed alla base della Costituzione, conserveranno però un diritto inalienabile che è quello del voto. Oramai mancano pochi mesi a nuove elezioni, (qualche male lingua sostiene che è proprio questo il motivo di si tanta accelerazione, ma io non ci credo) e Le assicuro che le persone (ho voluto specificarlo perché siamo sempre stati considerati numeri e non persone) ché hanno perso il diritto al proprio pane non dimenticano e superate, già l’ha fatto la storia, le ideologie trarranno con soddisfazione le dovute conseguenze. Probabilmente il 4 dicembre 2016 per Voi è stata una data qualsiasi e non vi ha insegnato nulla

A Lei l’onere e l’onore e soprattutto la responsabilità di garantire un futuro prossimo equilibrio sociale che rischia di saltare.

N.B.
In 50 anni di storia dell’Automatico, per la prima volta il 3 maggio c’è stata una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio contro un aumento insostenibile del Preu. Il comune amico era al mio fianco, profondamente deluso ed amareggiato del comportamento, a suo dire irriconoscibile, di un suo ex collega sindacalista prestato poi alla politica.

Patrizio Perla

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